Gio. Apr 3rd, 2025

Proteste

“legge russa” in Georgia, l’ira popolare sfuria nelle piazze

MIgliaia di giovani sono scesi in piazza contro la nuova “legge russa” per proteggere il loro Paese dal rischio di tornare sotto l’orbita di Mosca e scongiurare l’abbandono del cammino verso l’UE.

Un provvedimento, quello della “legge russa”, voluto dal partito al governo Sogno Georgiano-Georgia Democratica (kartuli otsneba – demok’rat’iuli sakartvelo) ed inteso dalle opposizioni come una minaccia alla libertà dei media ed alle aspirazioni del Paese svincolarsi dall’influenza di Mosca. L’appellativo di “legge russa” deriva infatti dalla somiglianza del provvedimento con la legislazione in vigore in Russia, che ostacola sul nascere i media indipendenti e tutte le realtà politiche dissidenti nei confronti del Cremlino.

Con grande travaglio, martedì 14 maggio il parlamento della Georgia ha approvato in terza ed ultima lettura la contestata legge sugli agenti stranieri. La legge prevede che le ONG ed i media indipendenti che ricevono più del 20 per cento dei loro finanziamenti da donatori stranieri dovranno registrarsi come organizzazioni “portatrici di interessi di una potenza straniera”.

I cosidetti portatori di interessi di una potenza straniera sarebbero poi monitorati dal ministero della Giustizia e potrebbero essere costretti a condividere informazioni sensibili. I manifestanti, che protestano in piazza da mesi, temono che la legge venga utilizzata dal governo per reprimere il dissenso in un’ottica filorussa ed antidemocratica.

Nelle sempre più aspre proteste ci sarebbero anche decine di arresti tra i manifestanti. La polizia è intervenuta a Tbilisi per disperdere i dimostranti con l’impiego di gas lacrimogeni, cannoni ad acqua e proiettili di gomma. Poco dopo il voto di martedì, alcuni delle migliaia di manifestanti radunatasi davanti il Parlamento hanno sfondato le recinzioni di ferro installate sul perimetro esterno del palazzo e fatto ingresso nel cortile.

La “legge russa” anti-ONG. Perché queste sono così importanti

La corruzione endemica nel paese dal crollo dell’Unione Sovietica ha portato le ONG a diventare mediatori cruciali tra attori economici locali e donatori internazionali.

Dal 2003, sempre più professionisti delle ONG hanno ottenuto ruoli governativi di alto livello. Di conseguenza, allo stato attuale oltre 25mila ONG operano nel paese, con il 90% dei fondi provenienti dall’estero.

Se la “legge russa” fosse approvata, questi flussi potrebbero essere minacciati, destabilizzando settori chiave come istruzione, sanità, giustizia, agricoltura ed infrastrutture, poiché le organizzazioni georgiane non riuscirebbero a ricevere finanziamenti locali né supporto pubblico sufficiente.

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Sciopero Global Strike, manifestazioni in tutta Italia

CAGLIARI: Si terrà anche a Cagliari per il 19 aprile 2024 il corteo di sciopero per il clima indetto dai Fridays For Future. Per la data di Cagliari, organizzata assieme ad Ultima Generazione Sardegna, il punto di ritrovo sarà in via Roma nella zona antistante al Palazzo del Consiglio Regionale, a partire dalle 16:30.

Anche quest’anno centinaia di persone di ogni età, sia indipendenti che militanti delle più svariate associazioni di volontariato, si riuniranno nelle varie piazze d’Italia per partecipare allo sciopero per il clima che ha come obiettivo quello di sollecitare l’abbandono del modello energetico basato sulle fonti fossili e la richiesta per un cessate il fuoco immediato e permanente in Palestina. Per lo sciopero di quest’anno, infatti, al tema della giustizia climatica si unirà quello del lavoro e della pace. Momento chiave della serie di scioperi simultanei che si svolgeranno in tutta Italia sarà la manifestazione nazionale di sabato 20 aprile pomeriggio a Milano.

Per Legambiente infatti (che fa sapere il suo pieno supporto allo sciopero) il cambiamento climatico e l’inquinamento non sono problematiche di natura esclusivamente ambientale, ma questioni che nascono da processi sociali ed economici a partire dall’enorme concentrazione di ricchezza finanziaria, dalle politiche di stampo capitalista e dall’industria della guerra.

Global Strike 2024: lo sciopero dei Fridays for Future

Al grido di «Riprendiamoci il futuro» Fridays for Future Italia torna in piazza il 19 e 20 Aprile per la difesa della giustizia climatica e sociale e contro gli interessi che generano instabilità geopolitica e conflitti armati nel Mondo. Per gli attivisti climatici infatti la mancata transizione energetica e le guerre in Medio Oriente sono argomenti strettamente collegati.

Secondo Martina Comparelli (FFF Milano) «Gli interessi delle lobby fossili continuano a finanziare gli Stati responsabili di guerre, colonialismo e genocidi, come per esempio accade nel caso del Piano Mattei di ENI voluto dal governo Meloni. La stessa ENI a fine ottobre 2023 ha firmato un accordo con chi colonizza la Palestina per esplorare giacimenti di gas nelle acque di Gaza, rendendosi a pieno titolo complice del genocidio del popolo palestinese.»

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“legge russa” in Georgia, la presidente mette il veto. «Ci allontana dall’Ue»

«Oggi ho posto il veto alla legge russa» afferma in un discorso pubblico la Presidente della Georgia Salomè Zourabichvili. La scelta, attesa dai manifestanti e dall’opinione pubblico filo-europea, vuole riaffermare la volontà del paese ad avvicinarsi ai valori democratici dell’Unione Europea e porre fine all’influenza liberticida ed invadente della Russia di Putin.

«Questa legge è russa nella sua essenza e nel suo spirito» – aggiunge la Presidente – «Contraddice la nostra Costituzione e tutte le norme europee, quindi rappresenta un ostacolo sul nostro cammino europeo […] Questa legge deve essere abrogata». Conclude nel suo discorso.

Salomè Zourabichvili, nata a Parigi nel 1952 da rifugiati politici georgiani, è presidente della Georgia dalla fine del 2018. Formalmente indipendente dal 2011 ma molto vicina al partito Sogno Georgiano-Georgia Democratica (kartuli otsneba – demok’rat’iuli sakartvelo), nel 2016 gli elettori georgiani la elessero per la prima volta dentro il Parlamento della Georgia. Provò inizialmente a correre come Presidente nel 2013, venendo però scartata dalla Commissione elettorale centrale per via della sua doppia cittadinanza franco-georgiana. Di orientamento politico fortemente europeista, il veto contro la “legge russa” era stato dato quasi per scontato da molti osservatori.

Veto in Georgia. Cosa potrebbe succedere

Il veto della Presidente è solamente una soluzione temporanea alla promulgazione della legge. Il partito al potere (il partito Sogno Georgiano, tra l’altro lo stesso partito politico molto vicino alla Presidente), detiene in Parlamento una maggioranza sufficiente per annullare il suo veto. Nonostante le proteste che vanno avanti da mesi, i promotori della legge continuano dal canto loro ad insistere sul fatto che la legge sia destinata a promuovere la trasparenza ed a frenare tutte quelle forme di influenze straniere dannose per la sovranità nazionale.

La Georgia, avvicinatasi agli ideali europei già nel 2003 al seguito della “Rivoluzione delle rose”, è un candidato ufficiale all’adesione all’Ue dal dicembre 2023. La sua candidatura è arrivata in risposta all’invasione Russa dell’Ucraina del 2022 (La stessa Russia infatti aveva provato, con successo parziale, ad annettere alcune regioni separatiste della Georgia nel 2008).

(in copertina immagine di repertorio Wikimedia Commons)

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