PORTO TORRES: Stop a contenitori in vetro e lattine nelle giornate della Festha Manna. Con un’ordinanza firmata nei giorni scorsi, che riprende orientamenti consolidati in tutta Italia in occasione di grandi eventi, il sindaco Massimo Mulas detta regole stringenti sulla vendita e il consumo di bevande.
Sarà vietato il consumo itinerante di qualsiasi tipo di bevanda in contenitori di vetro e in lattine
Dalla mezzanotte del 26 maggio e alle 5:00 del 30 maggio, in tutto il perimetro del territorio comunale interessato dall’evento, sarà vietato il consumo itinerante di qualsiasi tipo di bevanda in contenitori di vetro e in lattine.
La somministrazione e la vendita su area pubblica di qualunque bevanda, anche analcolica, in lattine e contenitori di vetro sarà vietata.
Infine l’abbandono in luogo pubblico o aperto al pubblico di bevande alcoliche o non alcoliche, comunque acquisite, contenute in bottiglie di vetro o in contenitori realizzati con il medesimo materiale.
Per chi non rispetterà l’ordinanza è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da 25,00 a 500,00 euro per il primo accertamento. Il divieto non riguarda la sola vendita finalizzata all’uso domestico.
Le ragioni del provvedimento
Il provvedimento è stato adottato «per ragioni di decoro, di sicurezza urbana e a tutela dell’incolumità pubblica».
Si legge ancora nell’ordinanza «prevenire i rischi imputabili al consumo di bevande in contenitori di vetro ed in lattine, i cui vuoti, se abbandonati a bordo strada, possono essere utilizzati in modo improprio da persone dedite a condotte illecite».
Tutto questo soprattutto in previsione del «numero rilevante di persone che si concentrerà perlopiù nel centro storico della Città».
L’ordinanza si conclude con un invito agli esercenti a «utilizzare esclusivamente bicchieri, cannucce, piatti, posate e contenitori per trasporto e consumo bio-compostabili, al fine di ridurre il forte impatto ambientale costituito dall’utilizzo dei contenitori in plastica».
Staffer presso Nuova Isola. Tecnico della progettazione di prodotti turistico esperienziali. Studente di scienze strategiche e giuridiche della difesa e della sicurezza.
PORTO TORRES: Nella mattinata del 5 giugno 2024 è stata inaugurata la prima Panchina Europea di tutto il nord Sardegna. La panchina di Porto Torres, la 161esima del progetto, è la terza ad essere inaugurata in Sardegna dopo quella di Elmas e di Cagliari. L’evento di Porto Torres è avvenuto grazie all’iniziativa intrapresa da Alessandra Frassetto. Presente anche la delegazione della GFE di Cagliari.
Dettaglio della nuova panchina (foto Pitzoi Arcadu)
Gli alunni della Scuola Media Brunelleschi dell’Istituto Comprensivo n. 1 hanno dipinto ed inaugurato la nuova panchina blu del lungomare di Porto Torres. L’evento, patrocinato dalla città di Porto Torres e dalla GFE-Sezione Cagliari, rientra nel progetto più ampio supportato dal Parlamento Europeo e dalla Commissione Europea. A promuovere il progetto a livello nazionale sono la Gioventù Federalista Europea (con sede locale a Cagliari ed ufficiosamente a Sassari) ed il Movimento Federalista Europeo.
In tutta Italia associazioni territoriali, partiti politici ed amministratori locali realizzano le panchine nelle varie città, grazie al contributo gratuito di un gruppo attivo di militanti e volontari.
Sempre secondo la promotrice Alessandra Frassetto la nuova panchina celebra l’identità di Porto Torres, storicamente basata sulla interconnessione tra lingue e culture, e si pone come obiettivo quello di rafforzare il sentimento comune di identità europea.
La prima Panchina è nata a Lecco nel 2021. La GFE, promotrice di iniziative analoghe in tutta Italia, nasce invece nel 1951 come sezione giovanile del Movimento Federalista Europeo (MFE). Lo stesso MFE è nato clandestinamente a Milano nel 1943 da oppositori del fascismo (fra i quali Altiero Spinelli), considerati ad oggi patrioti italiani e padri fondatori dell’Unione Europea (allo stesso Spinelli è dedicata un’ala del Parlamento europeo di Bruxelles).
Staffer presso Nuova Isola. Tecnico della progettazione di prodotti turistico esperienziali. Studente di scienze strategiche e giuridiche della difesa e della sicurezza.
Valerio Scanu, presidente del Consorzio Industriale Provinciale di Sassari, afferma ai microfoni RAI News la sua determinazione a riqualificare completamente il polo industriale di Porto Torres. Raggiunto dai giornalisti dopo l’ennesimo allarme crollo di una delle tante industrie ormai abbandonate del porto industriale, ha affermato come Porto Torres, vista la sua imponenza e strategicità, abbia «enormi potenzialità».
La zona industriale di Porto Torres ha visto giorni migliori. Nacque ufficialmente nel 1954 e si sviluppò enormemente nel 1963 con il polo petrolchimico voluto da Nino Rovelli della SIR-Società Italiana Resine. Dopo il rovinoso abbandono nel 1981 del “Cavaliere nero dell’industria“1L’Espresso.it, Paolo Biondani, Alessia Cerantola, Gloria Riva e Leo Sisti 13 novembre 2017: “Angelo detto Nino, l’ex re della petrolchimica in Sardegna, il fondatore del gruppo Sir. Un cavaliere nero dell’industria” fu l’ENI a portare avanti una situazione già all’epoca critica, con relativi scandali arrivati fino ai giorni nostri. La zona industriale di Sassari-Porto Torres è, allo stato attuale, uno dei siti più inquinati d’Italia.
Segnaletica della Eni-Rewind (ex-Syndial). Foto Pitzoi Arcadu
Dal punto di vista economico, le continue recessioni economiche e crisi del settore hanno spopolato uno dei poli produttivi più grandi della regione, con una conseguente crisi sociale dovuta alla forte disoccupazione mai del tutto riassorbita. L’endemica mala gestione del sito ha poi creato, come già accennato, uno dei maggiori disastri ambientali nazionali proprio alle porte del Parco Nazionale dell’Asinara. Di conseguenza il danno collaterale all’immagine della città ed al sempre più crescente settore turistico è stato inevitabile. Per via di queste problematiche lo sviluppo della zona industriale è rimasto negli anni paralizzato o, in alcuni casi, fermo a decine di anni fa.
A questa situazione però il dott. Valerio Scanu, presidente del CIP di Sassari dal novembre 2019, non ci sta. Erede di una situazione amministrativa complessa ed insostenibile, si è impegnato fin dal primo momento a rilanciare una delle zone più strategiche della Sardegna. Dopo la bonifica dall’amianto del vecchio cementificio appartenuto alla Cementir Holding S.p.A., afferma pubblicamente di voler «riqualificare completamente» grazie ai fondi europei per lo sviluppo regionale tutto il retroporto industriale della Marinella. «Abbiamo già avuto tanti contatti con operatori della cantieristica navale e della logistica dei trasporti» – dice Scanu ai giornalisti RAI – «e quegli spazi sono molto ambiti».
Staffer presso Nuova Isola. Tecnico della progettazione di prodotti turistico esperienziali. Studente di scienze strategiche e giuridiche della difesa e della sicurezza.
Mercato del lavoro, settore turistico, infrastrutture e degrado. A Porto Torres le sfide non mancano. Una città dal grande potenziale che regala gioie e frustrazioni a chi la conosce. Tante iniziative private che regalano alla comunità decoro sia materiale che intangibile, ma che senza un supporto metodico e affidabile delle istituzioni da sole non bastano a ridare dignità ad una località con una così grave crisi economica e sociale. Il degrado a Porto Torres è una questione complessa che richiede soluzioni efficaci.
Inaugurazione Panchina europea sul lungomare, 5 giugno 2024 (Foto Pitzoi Arcadu)
Ogni tornata elettorale restituisce una classe dirigente che, al di là della fazione politica, ha l’onere di risollevare le sorti di un borgo antichissimo un tempo prestigioso, ma ora buttato nel dimenticatoio. Ogni giunta comunale consegna alla comunità traguardi ma anche ulteriori problemi e insuccessi.
Porto Torres viene spesso lasciata in un oblio istituzionale che idealizza le città vicine e degrada il nostro centro urbano a mero approdo portuale. Insomma, un oggetto inanimato senza passato né carattere, con una ragione di esistenza meramente funzionale a beneficio delle realtà vicine. Questa narrazione di autocommiserazione interiorizza un senso di inadeguatezza, e oltre a non risolvere nulla, peggiora ulteriormente la qualità della vita di chi in questa città ha le radici.
Chiudersi in narrazioni campanilistiche non è la risposta
Anzi, con la nuova istituzione della Città metropolitana di Sassari, nata sulle ceneri Rete metropolitana del Nord Sardegna, l’obiettivo concordato sarebbe invece proprio quello di fare gioco di squadra. In questa fase cruciale, nel quale il Logudoro si riorganizza, Porto Torres ha allora l’opportunità di ritornare ad essere un caposaldo a livello regionale, garantendo solidità e benessere non solo per sé stessa ma per tutta la località circostante.
Terminal passeggeri, una delle eterne incompiute in pieno centro (Foto Pitzoi Arcadu)
Con i finalmente iniziati lavori dell’antemurale del porto l’infrastruttura portuale verrà aggiornata a standard più moderni, andando a consolidare il traffico portuale e l’apparato economico che ne deriva.
Amministrazione Mulas 2020-2025
Negli ultimi anni l’amministrazione Mulas, eletta in pieno COVID-19 con un’affluenza del 46,45%1fonte DAIT per sostituire il Sindaco uscente Wheeler, ha lavorato per sbloccare la situazione della zona industriale della Marinella, per potenziare il settore turistico, per promuovere le realtà locali sportive e culturali ed infine per sollecitare l’eterno cantiere dell’antemurale, avviato solamente di recente.
Altro dettaglio semplice ma importante è stato, fin dal primo momento, l’istituzione di più canali di comunicazione social istituzionali, garantendo una facile e capillare fruibilità delle informazioni più importanti riguardanti la vita cittadina.
Molte anche le critiche
Molte anche le critiche ricevute, come quelle riguardanti la chiusura al traffico di via Bassu, scelta che avrebbe danneggiato i commercianti locali per permettere agli autobus dell’ARST un migliore accesso al centro intermodale poco distante.
Porto Torres è una città difficile, al quale servono azioni strutturate. Metà del territorio è disabitato e rientra nella competenza del Parco Nazionale dell’Asinara, dove la giunta comunale ha un potere d’azione limitato. Il restante agglomerato è poi diviso fra la città compatta e la zona industriale gestita dal Consorzio industriale provinciale e dall’ENI, dove anche lì la voce del municipio è ascoltata fino a un certo punto.
Disoccupazione e mancati incentivi non aiutano poi a far rimarginare le ferite di guerra, e la frustrazione dovuta al fatto che, a differenza delle altre storiche porte d’accesso della Sardegna come Cagliari e Olbia, Porto Torres sia rimasta tremendamente indietro e all’orizzonte non ci siano iniziative chiave che risollevino le sorti cittadine, si radica nel pensiero comune. La soluzione al futuro di Porto Torres passa dal degrado alla rinascita.
Staffer presso Nuova Isola. Tecnico della progettazione di prodotti turistico esperienziali. Studente di scienze strategiche e giuridiche della difesa e della sicurezza.
NORD SARDEGNA: I comuni di Porto Torres e Sassari hanno programmato nuovi appuntamenti per l’apposizione del microchip ai propri cani.
Al fine di combattere il randagismo le due municipalità turritane hanno programmato i seguenti appuntamenti:
Microchippatura cani Porto Torres
Appuntamento il 21 marzo 2023 presso la sede della Multiservizi solo previa prenotazione. La prestazione sarà completamente gratuita.
È necessario:
PRENOTARE presso la sede della compagnia barracellare, in via Pacinotti fianco Comando Polizia Locale, la prenotazione potrà avvenire solo nelle giornate del 10 e del 15 marzo 2023 dalle 10:00 alle 12:00;
Portare all’appuntamento i propri documenti di identità ed i dati identificativi dell’animale;
Presentarsi all’appuntamento in orario.
Il comune di Porto Torres ricorda che:
Saranno accettati anche cani provenienti da altri comuni;
Gli animali non dovranno avere pulci, zecche o altri parassiti;
I propri cani devono essere tenuti al guinzaglio;
I cani aggressivi o di grossa taglia dovranno avere la museruola;
L’iscrizione all’anagrafe canina, mediante l’applicazione del microchip, è obbligatoria;
I proprietari o i detentori a qualsiasi titolo, residenti in Sardegna o ivi dimoranti per un periodo di tempo superiore ai 90 giorni, devono iscrivere gli animali entro il termine di 10 giorni dalla nascita o comunque dall’acquisizione del possesso;
Per qualsiasi ulteriore informazione si può consultare il sito internet sardegnasalute.it al seguente link.
Microchippatura cani Sassari
Appuntamenti il 14 e 29 marzo 2023, dalle 9:00 alle 11:00, al canile comunale di Sassari, località Funtana sa Figu, previa prenotazione. La prestazione sarà completamente gratuita.
È necessario:
PRENOTARE al numero 079279630-612. Sono necessari gli estremi dei propri dati identificativi (dati anagrafici, codice fiscale e n. del documento di riconoscimento. Si accetta solo Carta d’identità o Patente di guida)
ATTENZIONE: Saranno accettati solo un numero massimo di 40 cani.
Il comune di Sassari ricorda che:
Gli animali devono essere esenti da infestazioni di pulci, zecche o altri parassiti. Non saranno accettati i cani non trattati con antiparassitari;
I cani aggressivi o di grossa taglia devono essere muniti di museruola;
Staffer presso Nuova Isola. Tecnico della progettazione di prodotti turistico esperienziali. Studente di scienze strategiche e giuridiche della difesa e della sicurezza.
Quattro anni, sono passati quattro anni dal giorno in cui mi presentai ai due comprensivi per la presentazione del progetto e mi sembra ieri il primo giorno che iniziai la mia attività motoria.
Gli sguardi degli alunni erano differenti a seconda della classe che frequentavano, curiosità, allegria, esuberanza, tutto faceva parte dell’atteggiamento nei miei confronti, ma un denominatore era comune a tutti, la voglia di muoversi, di correre, giocare e soprattutto di sfogarsi.
Immediatamente attuai tutti i criteri per la prevenzione di eventuali inconvenienti, cercando di regolare con l’attività in palestra l’iperattività dei più esuberanti e spronando i più timidi, ma un problema sorse immediatamente.
Il dover cercare di capire per ogni bambino il probabile carattere, per poter poi gestire i vari atteggiamenti che si sarebbero manifestati con l’attività ludica che sicuramente sarebbe stata anche selettiva ed evitare quindi prese in giro dei vincitori nei confronti dei perdenti.
Un lavoro oltre che fisico, psicologico, stressante, mi attendeva, ma ero preparato e la carica adrenalinica era alta
La fiducia dei docenti, dirigenti e alunni mi stimolavano nella ricerca del meglio per tutti, la prima settimana fu veramente stressante e ci lasciammo con tutte le classi (730 alunni) pieni di voglia di fare.
Una sorpresa mi attendeva dopo la pausa del fine settimana, alla ripresa all’inizio di ogni lezione quando gli alunni entrarono in palestra una gran parte corse verso di me abbracciandomi e corsi il rischio di “Capottare“ perché tanta era la foga dell’abbraccio che a stento riuscivo a tenere l’equilibrio.
Non avevo però messo in conto altri problemi, “ Perché quella bambina non partecipa all’attività “ dissi alla docente della classe, “ha la parrucca, sta facendo la chemioterapia“ mi rispose, forse se mi avessero dato un pugno allo stomaco ne avrei risentito di meno, mi sentii pervadere dalla rabbia per l’impotenza che si ha in questi casi.
Lo sguardo della bambina era triste, ma una piccola luce mi diceva che avrebbe voluto partecipare ai giochi.
Si facevano le capriole e dei circuiti, smisi di far eseguire le capriole e feci fare solo i circuiti in modo che anche la bambina potesse non avere problemi con la parrucca, dicendo agli altri che far troppe capriole avrebbero fatto venire capogiro.
Dopo una piccola resistenza la bambina si inserì con i compagni e la vidi sorridere, poi ridere e urlare per la gioia, non nascondo che mi si inumidirono gli occhi
Altro problema che mi si presentò fu un bambino che non voleva assolutamente salire neanche un gradino di 20 cm, mi resi conto che nei circuiti non voleva saltare neanche ostacoli di 10 cm, provai allora a mettere una corda per terra e gli dissi di scavalcarla, ma si bloccò davanti alla fune senza osare scavalcarla.
Non insistetti, cercai di capire il motivo per cui era terrorizzato nell’effettuare un movimento così semplice, non ci riuscii mai, ma con la pazienza e grazie alla fiducia che aveva in me, lo condussi attraverso un percorso e dopo alcuni mesi saltava la corda, faceva le capriole e saltava ostacoli di 50 cm d’altezza.
Non nascondo che ancora oggi quando mi vede e mi abbraccia felice di stare con me e i compagni, mi commuovo e dico a me stesso che devo continuare questo lavoro, gratuito ma pieno di soddisfazioni per i risultati che raggiungo
Presto mi scontrai con la realtà che anche nelle elementari, in qualsiasi classe anche nelle prime, già si intravedevano non solo atteggiamenti da bulli, ma anche vessazioni verso i più deboli e probabilmente anche i più educati e timidi.
Non fu facile trovare la strada, ma iniziai attraverso l’attività ludica a ridimensionare l’ego dei bulletti, e far accrescere l’amor proprio e la sicurezza degli altri, il risultato non tardò ad arrivare e anche i bulli si adeguarono alla nuova situazione che si era creata, giocando e collaborando con tutti, senza vessare più nessuno.
“Ciao Maestro !!!“ alcuni urlano così mentre passano in macchina con i genitori, altri incontrandomi per strada, in ogni luogo passi c’è sempre qualche alunno che mi saluta, mi sento orgoglioso di questo, mi dico “Il lavoro è stressante, non ho tempo per me, ho rinunciato al mio tempo libero, ma non si può non essere felici per l’affetto che i bambini mi stanno dimostrando“.
Durante una lezione mi accorsi che una bambina non partecipava attivamente ai giochi e durante l’attività motoria lo sguardo era assente
Mi avvicinai chiedendogli se si sentisse poco bene ma non mi rispose, mi avvicinò la docente e mi disse che la bambina viveva in “casa famiglia“ , mi sentii una stretta al cuore, pensai alla tristezza che si portava dentro la bambina e presi una decisione, dovevo farla ridere! Fermai tutti i bambini e gli feci mettere le mani intorno alla vita, dissi “ al mio via fatemi una boccaccia, non si fecero pregare.
Tutti in sincronia tirarono fuori la lingua e urlando mi fecero le boccacce, vidi la bambina ridere e anche lei si unì agli altri, ancora oggi quando siamo a lezione mi chiede di fare le boccacce ed io acconsento volentieri perché poi almeno per l’ora di lezione non vedo più la tristezza nei suoi occhi, ma la vedo felice che gioca assieme agli altri.
Il secondo e terzo anno furono 850 gli alunni, le problematiche non mancavano, dal bambino che non articolava bene i movimenti ad un altro che non sapeva correre, saltare, c’era chi non accettava la sconfitta, chi invece vincendo beffeggiava i compagni, cercai di risolvere tutti questi problemi.
Alcuni casi li ho risolti, altri al 50%, altri no, non ho potuto far niente se non fargli avere più fiducia in se stessi
Oggi ancora mi trovo ad affrontare delle situazioni che non mi consentono una vita facile, il più delle volte a causa dell’assenza della figura paterna o materna o ancora di tutte e due,i bambini sono tristi, non più tardi di quindici giorni fa una bambina di prima elementare molto timida e probabilmente con completa assenza di fiducia in se stessa non voleva partecipare ad un gioco per paura di perdere con l’avversaria ed essere presa in giro, capii subito la situazione e dopo parecchie insistenze da parte mia alla fine cedette e partecipò.
Devo essere sincero, feci in modo che la bambina vincesse contro una compagna molto più agguerrita, vidi che mi sorrideva felice di aver vinto e mi dissi che quel piccolo imbroglio l’avevo fatto a fin di bene, quando l’ora di motoria finì e la docente le mise in fila per rientrare in classe, la bambina si allontanò dalla fila e venne da me e mi disse “Ti voglio tanto bene“ , aveva capito?
Porto Torres fu veramente fondata dai Romani? Turris Libisonis, unica colonia Romana presente in Sardegna, fu, stando alle fonti, fondata da Giulio Cesare che tornando vittorioso dall’Africa nell’estate del 46 a.C. fece scalo nel golfo dell’Asinara 1Plinio Historia Naturalis, III, 85.
Veduta aerea del palazzo di Re Barbaro (Foto Roberto Biosa)
La colonia sorse sulla riva ad Est del Rio Mannu, fiume che con la sua foce originariamente protetta fungeva da approdo naturale. Le fonti classiche non menzionano alcuna resistenza in loco da parte di popolazioni autoctone, ne se ci fu un interazione pacifica. Apparentemente quindi, stando a quanto riportato da Plinio, l’urbe venne edificata ex novo. Questa edificazione, come da consuetudine per l’élite romana, dava la possibilità di colonizzare nuovi territori. I veterani divenuti proprietari terrieri potevano così usufruire delle terre promesse da Roma per arricchirsi e vivere nel lusso delle loro ville.
Il territorio di Porto Torres però è ricco di evidenze archeologiche preromane inquadrate in un contesto cronologico molto vasto, dal neolitico sino alla tarda età del ferro. Già nel 1848 venivano segnalati 36 nuraghi, nel 1901 solo 16 2Fonte: Nissardi , mentre uno studio condotto da Lo Schiavo (1989) ne identificò solamente 8 3PUC Porto Torres 2014.
Il villaggio Nuragico di Biunisi con la sua cinta di mura perimetrale (Foto Roberto Biosa)
A partire dall’Editto delle Chiudende che caratterizzò un mostruoso cambiamento paesaggistico nell’isola durante l’ottocento e che, anche nelle campagne turritane contribuì alla distruzione di siti archeologici, non meno fu il contributo dato dalla costruzione della moderna zona industriale. Questa infatti, vede inglobata al suo interno tre importanti siti dell’età del Bronzo ancora inediti e poco studiati. I Nuraghi Ferrali, Minciaredda e Nieddu sono infatti circondati dalle famose cisterne chiamate “ottantamila” e attualmente non possono essere visitati, se non durante la manifestazione Monumenti Aperti come avvenuto nel 2014 per il Nuraghe Nieddu.
I pochi siti Nuragici ancora identificabili risultano per lo più complessi, anche se di difficile lettura a causa della vegetazione o della distruzione perpetrata nei secoli. Un esempio di questo sono i già menzionati nuraghi Minciaredda e Ferrali, di difficile individuazione, e poi i nuraghi Nieddu, Margone, Sant’Elena, Biunisi e Monte Aiveghe.
Quest’ultimo rappresenta un evidenza molto interessante che potrebbe contrastare il nostro titolo. Si tratta infatti di un nuraghe apparentemente semplice che in realtà cela un altra torre di difficile lettura al suo mastio centrale. Inoltre, cinquanta metri a sud del nuraghe, nella parete rocciosa della collina cosi chiamata “Monte Aiveghe” si trovano circa quattro tombe ipogeiche di difficile attribuzione cronologica che furono utilizzate in tempi moderni come porcilaie. Questo sito, anch’esso ancora non investigato si trova a circa mille metri dalla colonia di Turris. Sulla sponda est del Flumen Turritanum si può individuare con non poca difficoltà la Domus de Janas di Birali, distante circa settecento metri dalla colonia.
I resti del Nuraghe Monte Aiveghe e l’omonima collina sulla sponda Ovest del Rio Mannu (Foto Roberto Biosa)
È chiaro come le evidenze di una frequentazione e appropriazione del territorio in contesto preromano non manchino nel territorio di Porto Torres. Ciononostante bisogna specificare che per rispondere al nostro quesito iniziale solo delle ricerche scienti che potrebbero darci qualche chiarimento se non anzi lasciarci con qualche nuova domanda. È possibile che la Turris di Turris Libisonis fosse un nuraghe ancora parzialmente conservato all’arrivo dei romani, magari il Nuraghe Monte Aiveghe? O era presente un insediamento con Nuraghe dove oggi sorge il parco archeologico che quindi diede il nome alla città?
Queste sono naturalmente solo ipotesi, che potremo rispondere attraverso delle indagini scienti che presso l’area archeologica Turritana e nei pressi della collina di Monte Aiveghe. È chiaro cosa i romani trovarono al loro arrivo, vestigia gloriose di un passato ormai perduto. Chi trovarono invece? Un posto abbandonato o gli eredi di quest’ultimo?
Bibliografia
Angius, V. 1834. In Casalis, G. Dizionario geografico, storico, statistico, commerciale degli stati di SM il Re di Sardegna, II, Torino 1833-1857.
Plinio Historia Naturalis, III, 85.
Lo Schiavo, F. 1989. L’archeologia della Nurra, in Pietracarpina, A. (a cura di), La Nurra, sintesi monogra ca, Sassari, pp. 149-163.
Piano Urbanistico Comunale Comune di Porto Torres, 2014. Modello interpretativo dei Beni Archeologici, relazione Storico-Culturale – Beni Archeologici
Redattore presso Nuova Isola. Dottore in archeologia.
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