Gio. Apr 3rd, 2025

Porto Torres

Via Libio 53, ancora tanto da fare. Intervista a Ico Bruzzi

Parliamo subito di numeri. Quanti visitatori avete fatto in via Libio 53 nel 2024?

Quest’anno i numeri, più o meno, sono gli stessi degli anni passati (ovvero circa 1500 presenze). Chiaramente i mesi dove c’è più afflusso sono quelli estivi. Per migliorare le cose e fare il salto di qualità ci mancano sicuramente le navi da crociera, importantissime per i siti archeologici e per metterci allo stesso livello delle realtà vicine.

L’anno scorso avete saltato l’appuntamento con Monumenti aperti, dove eravate tappa fissa dal 2016. Avete ripreso i contatti l’iniziativa?

Sì, quest’anno parteciperemo sicuramente. Perché non dovremo contribuire come abbiamo sempre fatto?

Mi è stato detto che nel 2022 avete stipulato un accordo con i villaggi turistici di Platamona per far conoscere il vostro sito, che è stato un bel successo. È ancora attivo? Sta andando bene?

Sì, quello ce l’abbiamo sempre. Da dopo Pasqua e per tutti i mesi estivi continua a dare i suoi frutti.

Stipulare un accordo del genere è stata una mossa di marketing intelligente. Avete mai pensato di condividerlo con gli altri siti della città?

Certamente. Lo avevamo proposto già diversi anni fa, praticamente dal giorno dopo che abbiamo aperto il sito archeologico. La sua implementazione non dipende soltanto da noi, ma siamo sicuramente favorevoli su questo. Non si riesce a capire perché nelle altre realtà si fa e qua no …

Torniamo alle frequentazioni di via Libio 53. Quanti italiani e quanti stranieri visitano il sito? Quale tipo di utenza visita maggiormente il bene?

Chiaramente la maggior parte sono italiani. Molti sono qua in vacanza e sono di passaggio, e avendone sentito parlarne in quanto cosa unica in Sardegna, sono curiosi di venire a visitarlo. Lavoriamo molto quando arrivano le navi francesi, e grazie agli accordi di Platamona anche con molti tedeschi. Ci sono molte visite anche dagli spagnoli. Nel fine settimana poi, anche in periodi invernali, vengono spesso ragazzi che studiano archeologia oppure archeologi sardi e non solo.

Avete mai subito eventi spiacevoli, come danneggiamenti o problemi simili?

No. Sulla salvaguardia del sito siamo molto attenti, pur non ricevendo alcun finanziamento pubblico.

Il vostro sito è a gestione privata, ma è comunque un bene di tutti. Quali strumenti vorreste vi venissero dati?

Noi non percepiamo nessun finanziamento pubblico, è tutto gestito con spese personali. Ci autofinanziamo. Chiediamo un occhio di riguardo da parte dell’amministrazione. Non parlo necessariamente di denaro, ma anche solo maggiore visibilità.

Porto Torres soffre ancora di una forte stagionalizzazione turistica. Questo fatto come influenza il flusso di visitatori durante l’anno?

Dipende. In generale noi siamo aperti 7 giorni su 7, ma lavoriamo molto di più nei weekend. Nel mese di luglio fino al 20 agosto però le visite sono molto frequenti anche nelle altre giornate della settimana.

Collaborate con altre realtà, pubbliche o private?

Collaboriamo fin dall’inizio con alcune scuole medie e superiori della Gallura, dove nel periodo dopo Pasqua si avvicinano al sito diverse classi. Stiamo cercando di collaborare anche con il Sulcis-Iglesiente, grazie a degli archeologi del luogo che ci hanno promesso che entro quest’anno organizzeranno delle visite guidate. Vorremmo arrivare anche nella zona del cagliaritano. Il sito è ancora poco conosciuto, ma ci stiamo lavorando.

In chiusura, quale supporto chiedete alle istituzioni al vostro progetto?

Noi come già detto ci autofinanziamo. I soldi del biglietto di ingresso vengono reinvestiti nel sito archeologico. Non c’è nessun’altra realtà che ci supporta, nessun ente pubblico. Noi abbiamo sempre teso la mano per fare degli accordi che non sono mai arrivati. Ad esempio la cartellonistica, l’unica che c’è, è stata fatta da noi. Essendo un sito storico la sua valorizzazione creerebbe beneficio per tutta la città. Il prossimo anno saranno dieci anni dalla sua apertura, e fino a quando avremo le forze continueremo ad andare avanti. Non chiediamo tanto, solo un po’ di visibilità, magari un portierato e delle visite guidate fatte da personale qualificato. Se si vuole iniziare realmente a pensare che Porto Torres possa diventare una città turistica dovremo partire dal nostro passato. Deve entrarci in testa che abbiamo l’oro romano sotto i piedi.

(in copertina immagine di repertorio Nuova Isola)

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Porto Torres, borgata di Ponte romano fra monumenti e degrado

PORTO TORRES: Una delle borgate spesso dimenticate. Si tratta dell’antica borgata sulla sponda occidentale del ponte romano, adiacente alla foce del Riu Mannu ed a due passi dalla spiaggia della Marinella. Essa, che in epoca romana è testimoniato fosse una necropoli ipogeica, allo stato attuale è una delle aree più degradate di tutta la città.

Simbolo de facto della zona sono le due fornaci in trachite. Esse sono in bella mostra di sé sull’altopiano occcupato dai ruderi di quella che fu una delle principali industrie cittadine del Novecento. L’ex-Ferromin SA infatti scelse quest’area come sede del suo complesso industriale, che all’epoca fu appunto una delle maggiori industrie di Porto Torres fino agli anni sessanta. Nella stessa zona, dal 1873, è installata la Batteria antinave di Ponte Romano, sistema difensivo nato per proteggere il porto di Porto Torres da eventuali aggressioni. Altro elemento imprescindibile della zona è ovviamente il ponte romano, protagonista dei recenti restauri.

Per chi si avventurasse oggi nella borgata di ponte romano però lo accoglierebbero rifiuti, strade dissestate, erbacce e baracche fatiscenti piene di Eternit. A causa di ciò risulta evidente che siano rimaste inascoltate le numerose lamentele che nel corso degli anni i residenti hanno presentato per chiedere maggiore decoro per una zona così importante.

Una baracca fatiscente nella borgata di Ponte romano di Porto Torres
Borgata di Ponte romano. Una delle baracche fatiscenti con Eternit (foto Pitzoi Arcadu)

Ad ulteriore testimonianza della rilevanza storica della zona della borgata di ponte romano è il piano urbanistico comunale della città. Esso infatti dichiara quel fazzoletto di terra importante per la sua funzione di “connessione urbana”. Secondo la documentazione «rappresenta la cerniera ambientale tra la città romana, la città storica, la città moderna, la città industriale e la città portuale». Amministrativamente parlando questa cerniera di terra risulta comunque di competenza del Consorzio industriale Provinciale (come attestato da recenti verifiche).

Negli ultimi decenni però quest’ultimo non sembra essere stato in grado di fare i necessari interventi per lo sviluppo della zona, con conseguenze negative ben evidenti.

Eppure la storia ci insegna come questo trattamento così indegno rivolto a questa zona sia del tutto inappropriato. Le vicende storiche della città evidenziano infatti l’esistenza fin dall’antichità di strette relazioni tra gli abitanti, le loro attività ed il fiume. Il primo porto della città fu infatti un porto fluviale situato quasi sicuramente in quelle zone sulla sponta orientale.

Per restituire decoro alla città e riconnetterla in maniera armonica col suo passato risulterebbe quindi cruciale avviare al più presto tutte le attività necessarie per riqualificare l’intera area, da troppo tempo lasciata in disparte.

(in copertina immagine di repertorio Nuova Isola)

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Inquinamento a Porto Torres: tornano le macchie oleose in mare

PORTO TORRES: In procinto della stagione estiva e dopo la buona notizia riguardante il termine dell’interdizione alla balneazione della spiaggia di Fiume Santo, a Porto Torres torna l’incubo dell’inquinamento delle acque. Attualmente sono ancora sconosciute le cause del problema.

Una lunga scia di schiuma ed acqua torbida accompagnata da un pessimo odore è apparsa nei pressi della spiaggia della Marinella, vasta area sabbiosa nei pressi della foce del Riu Mannu. Spiaggia un tempo molto frequentata, da decenni risulta completamente abbandonata a causa dell‘inquinamento dovuto alla vicina area industriale. Sempre nel sito della Marinella l’associazione «Tuteliamo il Golfo dell’Asinara» ha segnalato discariche abusive di inerti edili e rifiuti ingombranti, identificando anche la presenza di manufatti in Eternit.

L’inquinamento industriale di Porto Torres

L’inquinamento industriale di Porto Torres è un problema ricorrente nato dall’istituzione del petrolchimico nel 1963. Questo fenomeno danneggia gravemente la salute dei cittadini e paralizza tutte le attività commerciali legate all’allevamento, all’industria ittica ed al turismo. Dopo il grave incidente del 2011, che ha comportato lo sversamento in mare di decine di metri cubi di olio combustibile, l’Associazione Tuteliamo il Golfo dell’Asinara si occupa di monitorare attivamente la situazione ambientale.

Poco distante dalla Marinella inoltre è ubicata la piccola spiaggia della Minciaredda, conosciuta per la sua discarica abusiva con relativo disastro ambientale. L’area in questione, dislocata su oltre 35 ettari di proprietà del Ex-Syndial, viene chiamata la «Collina dei veleni». Nell’agosto del 2003 il movimento indipendentista Irs, con un plateale blitz all’interno della zona fino a quel momento interdetta ad occhi indiscreti, portò all’attenzione dell’opinione pubblica l’entità del danno ambientale. Solo però nel 2015 i militari del Nucleo operativo ecologico provinciale hanno messo i sigilli su tutta la zona.

Ulteriormente, secondo gli atti prodotti dall’avvocatura di Stato nel corso della decennale causa legale, si evidenzia che “le analisi chimiche, eseguite nei campioni di terreno prelevati dal suolo della discarica di Minciaredda fino alla profondità di massimo 20 metri, rilevano la presenza di idrocarburi leggeri e pesanti”.

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Porto Torres, omicidio Sedda: dopo due anni indagini ferme

PORTO TORRES: Da poco è scattato il secondo anniversario dello sconvolgente omicidio di Mario Sedda. A due anni dall’accaduto, nonostante il coinvolgimento dei RIS di Cagliari nel 2021, il caso resta aperto.

I fatti e l’omicidio

Mario Sedda era un cittadino portotorrese di 39 anni. Il primo aprile 2021 fu trovato esanime e coperto da sterpaglie da un passante sul ciglio della strada all’ingresso della città.

Alle prime analisi degli inquirenti dapprima si escluse l’omicidio stradale ed infine si pensò ad un malore improvviso dell’uomo mentre percorreva la strada per tornare alla sua abitazione in periferia.

Solo dopo l’autopsia si scoprì un fatto inquietante, ovvero una lama di ceramica spezzata conficcata sotto il mento.

La scoperta non lasciò dubbi: era stato un omicidio.

Omicidio Sedda: Le indagini

Dalle analisi della lama si appurò che l’arma era un comune coltello da cucina in ceramica facilmente reperibile nei maggiori supermercati. Dalla veemenza dei colpi inferti si pensò ad una lite violenta degenerata in omicidio.

Una volta ottenute tutte le informazioni possibili dall’arma del delitto gli inquirenti passarono ad indagare sulle frequentazioni dell’uomo. Ad attirare i sospetti fu un disoccupato di 60 anni con precedenti penali di poco conto che venne iscritto al registro degli indagati.

Il sessantenne, pur confermando di frequentare Mario Sedda, affermò di trovarsi in un altro luogo il giorno dell’omicidio. Oltre al sessantenne altre tre persone vennero indagate, ma tutte si dimostrarono estranee ai fatti.

Dopo sei mesi dall’omicidio i RIS di Cagliari effettuarono un sopralluogo della zona del ritrovamento, sperando di dare una svolta al caso.

L’analisi dei RIS e lo stallo

Con la morte nel cuore cammino per le strade di questa città con la consapevolezza ovvia di ‘persone’ che sanno. Silenzio, omertà. Questa gente è fra noi, in mezzo a noi, come se nulla fosse successo […]

Eleonora Sedda nel suo profilo Facebook, 10 ottobre 2022

Dopo la visita dei RIS di Cagliari il 22 ottobre 2021 le indagini sull’Omicidio Sedda subirono uno stallo dal quale non si ripresero. Vani sono stati finora i tentativi della sorella Eleonora Sedda di riportare l’attenzione mediatica e degli inquirenti sul fratello ucciso.

Il primo tentativo fu una manifestazione organizzata il 1° aprile 2022, giorno dell’anniversario del ritrovamento del cadavere.

Rimasta sempre attiva affinché si faccia giustizia sulla morte di Mario, la famiglia ed in particolare la sorella Eleonora costantemente fanno pressione ai cittadini affinché chi sappia qualcosa dell’omicidio parli.

Al secondo anniversario i familiari e gli amici di Mario Sedda riaffermano la loro determinazione: «A Porto Torres girano ancora tranquilli i tuoi assassini. Ma noi non dimentichiamo»

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Note


Omicidio di Porto Torres, chiesto l’ergastolo per Fulvio Baule

Uccise i suoceri con brutalità davanti ai figli piccoli, tentando di fare la stessa cosa con la ex-moglie. Il pm Enrica Angioni chiede l’ergastolo per Fulvio Baule poiché «capace di intendere e di volere». Per l’ultima relazione psichiatrica del Dott. Paolo Milia infatti l’imputato non aveva alcun vizio di mente al momento del fatto.

Fulvio Baule, nel febbraio 2022, dopo l’ennesimo alterco con la ex- moglie, ebbe uno scontro fisico col suocero. Il suocero e la suocera, esasperati dalle continue tensioni, erano infatti intervenuti in difesa della figlia. C’è stato poi uno scontro, ed il 40enne ha preso dal portabagagli della sua auto un’accetta. Dopo l’aggressione Baule scappò dalla scena. Costituitosi in tarda serata presso i carabinieri, inizialmente durante la confessione disse che il suocero lo avrebbe aggredito per primo.

In tribunale aveva poi dichiarato nello specifico «ho riportato i bambini a mia moglie in ritardo, mi sono scusato. Lei mi ha deriso, abbiamo avuto un breve diverbio e poi ricordo il padre di lei che mi veniva incontro urlando: ‘Pensa a fare il padre’. Ho aperto il portabagagli per prendere l’ascia, volevo solo intimorirlo».

Ilaria Saladdino, sopravvissuta all’aggressione, è potuta ritornare a casa solo un anno dopo.

Il processo si è aperto a novembre 2022. Inizialmente la corte aveva rigettato la richiesta di perizia psichiatrica sull’imputato, presentata dall’avvocato difensore, Nicola Lucchi. Successivamente una diagnosi dello psichiatra Mario Deriu a gennaio, diagnosticava Baule come affetto da disturbo borderline della personalità. Lo psichiatra Deriu aveva aggiunto che «Lo stato patologico ha interferito significativamente con la capacità di intendere e di volere del soggetto al momento del fatto, soprattutto per quanto attiene alla possibilità di astenersi da impulsi aggressivi, in particolare sulla capacità di volere».

Secondo invece le attuali perizie del Dott Paolo MIlia, Baule «non presenta disturbi della personalità, ma solo tratti disfunzionali e ossessività rigida».

Le prossime tappe del processo saranno il 21 maggio per l’esame del pubblico ministero e delle parti civili, il 28 maggio per l’udienza di discussione della difesa, e l’11 giugno per eventuali repliche e per la sentenza.

(in copertina immagine di repertorio Wikimedia Commons)

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Violenza sugli animali: casi in tutta la Sardegna

Cavalli rubati e poi macellati, lasciando i resti per strada. Un innocuo gatto di quartiere ucciso a bastonate perché «entrato nella casa sbagliata». Ed infine un uccello che viene decapitato a mani nude «per divertimento». Sono i principali casi di violenza contro gli animali avvenuti in Sardegna negli ultimi giorni. Casi gravi e perseguibili penalmente. Secondo il Codice Penale infatti (articolo 544 bis) «Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da 4 mesi a 2 anni».

I casi di violenza sugli animali in Sardegna

Sedini (SS), 21 maggio 2024. Un comune gatto nero, formalmente randagio ma adottato e curato da tutto il quartiere. Noto come “Nutellino“, era solito girare in piazza Deffenu. Un giorno come un altro, alcuni commercianti hanno però assistito ad una scena raccapricciante. Un uomo infatti, infuriato, con un bastone in mano ed imprecando parole sconnesse, inseguiva il gatto per la pubblica via e, una volta raggiunto, lo avrebbe percosso con ferocia fino ad ucciderlo. Ai presenti avrebbe giustificato l’orrore dicendo che l’animale fosse «entrato nella casa sbagliata». Il soggetto in questione è stato raggiunto da una denuncia da parte dell’ufficio legale di LNDC Animal Protection per il reato di uccisione di animali aggravato dai motivi abbietti e futili.

Samatzai (SU), 22 maggio 2024. Due teste di cavallo mozzate sono state trovate abbandonate sull’asfalto. Rinvenute sulla Statale 128, all’altezza del bivio per Samatzai, sono stati subito allertati i carabinieri e la Asl. Dapprima ritenute scarti di macellazione inavvertitamente scaricati sulla strada, secondo sardegnalive.net i resti proverrebbero invece da due cavalli rubati da un maneggio di Barrali nella notte tra lunedì e martedì e macellati abusivamente.

Porto Torres (SS), 22 maggio 2024. Durante la Festha manna, nel parco di san Gavino, un giovane ha preso un uccello e gli ha stracciato la testa, uccidendolo per divertimento. Il fatto è stato reso pubblico da un video registrato da un testimone e successivamente divulgato online. Le associazioni animaliste si sono dichiarate pronte a sporgere denuncia.

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Serate di musica animano Porto Torres

PORTO TORRES: Otto appuntamenti, dal 22 aprile al 21 giugno. Prende il via l’edizione 2023 di “Musicando per la città”, la rassegna di musica classica, jazz e leggera, organizzata dall’Associazione Musicando Insieme a cura del direttore artistico Donatella Parodi e in collaborazione della locale Scuola Civica di Musica “Fabrizio De Andrè”.  

Musica a Porto Torres: Musicando per la città 2024

Da sabato 22 aprile fino al 21 giugno il suono entrerà nelle location più suggestive della città di Porto Torres.

Un evento che diventa un attivatore culturale e di valorizzazione dei luoghi e dei monumenti della città. Una musica con vista delle splendide località di Porto Torres che avrà come protagonisti i migliori artisti di livello nazionale internazionale fra cui il noto musicista marchigiano Daniele Di Bonaventura.


La rassegna si è aperta sabato 22 aprile presso la scuola civica di musica “De Andrè”. Il concerto inaugurale ha avuto luogo con il trio musicale formato da Tony Chessa (flauto), Michele Garofalo (corno) e Matteo Taras (pianoforte).

Il secondo appuntamento si è svolto sabato 29 aprile presso la chiesetta di Balai Vicino. Il duo esibitosi era composto dalla voce solista Denise Gueye accompagnata dalla chitarra di Marco Carta, per un omaggio a Federico Garcia Lorca.

Musicando per la città: Le prossime date e i luoghi

  • 6 maggio alle 20:00, Scuola Civica “Fabrizio De Andrè”: Sarà la volta dei pianisti Ognyan Yanchev e Alexandra Simeonova.
  • 13 maggio alle 20:30, Basilica di san Gavino: Suonerà il quintetto “Sale” con Antonella Carta Mantiglia al flauto, Luigi Mulas oboe, Diego Salis Clarinetto, Eliana Larotonda corno, Costantino Dettori fagotto e Giovanna Leoni voce recitante.
  • 20 maggio alle 20:30, Scuola Civica “Fabrizio De Andrè”: Suoneranno i pianisti Virginia Bini e Giulia Mundula.
  • 3 giugno 20:30, Basilica di san Gavino: Il musicista Stefano Mancuso si esibirà per un concerto di pianoforte.
  • 16 maggio, Basilica di san Gavino: Riecheggeranno le note del magico bandoneòn di Daniele Di Bonaventura protagonista di un concerto “L’Armonium dei poveri”, considerato tra gli eventi più attesi e prestigiosi della stagione concertistica.
  • 21 giugno alle 20:30, Teatro comunale Parodi: La manifestazione Musicando per la città si concluderà in occasione della Festa della Musica alla presenza di docenti, allievi e amici della scuola civica De Andrè

(in copertina immagine di repertorio Nuova Isola)

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Note


Antemurale di Porto Torres: le opposizioni chiedono chiarimenti

I lavori per la grande opera dell’antemurale del porto di Porto Torres, nonostante la consegna dei lavori del 4 luglio 2024, rischiano di non essere mai realizzati. I lavori, in discussione da più di dieci anni, avevano un valore iniziale stimato di 29,2 milioni di euro portati poi a 34 milioni. Per la società che ha in carico i lavori però sono ora da ricalcolare a rialzo.

Progetti del 2004 nei quali già si parlava di un avamporto protetto da un antemurale (fonte Liceo scientifico Porto Torres)

Gli entusiasmi che si sono accesi nel corso degli anni per lo sviluppo di Porto Torres potrebbero venire traditi. Dopo la consegna dei lavori, dell’inizio dei cantieri neanche una traccia. Questo perché la società aggiudicataria, la Sales Spa, rischia di non ottenere i fondi necessari per l’opera, stimati ora a circa 68 milioni di euro.

La politica locale adesso vuole risposte chiare. La minoranza consiliare di Porto Torres, formata da Bastianino Spanu, Costantino Ligas, Quirico Bruzzi, Ivan Cermelli e Michele Bassu chiede un’audizione in commissione congiunta con la Port Autority. L’ordine del giorno sarebbe fare il punto della situazione sul futuro dell’infrastruttura portuale di Porto Torres.

Il rischio, subodorato dai consiglieri, è quello che la richiesta di revisione prezzi potrebbe non essere accettata dagli uffici preposti. Questo di conseguenza potrebbe portare alla rescissione del contratto di appalto. Uno scenario del genere renderebbe questo lunghissimo iter di realizzazione dell’opera un nulla di fatto. Da anni infatti le innumerevoli prescrizioni e la burocrazia ha bloccato i lavori per il prolungamento del porto, causandone l’aumento dei costi. Negli ultimi cinque anni poi le innumerevoli false partenze dichiarate alla stampa hanno causato molta confusione.

L’opera in questione è di importanza critica per l’intera area metropolitana. Una mancata realizzazione porterebbe lo scalo turritano, il più grande del nord ovest ed uno dei tre maggiori porti della Sardegna, a perdere notevolmente nel lungo termine la competitività sul comparto crocieristico, commerciale e merci, con conseguenze disastrose sulla già fragile economia locale.

(in copertina immagine di repertorio Nuova Isola)

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La città di Porto Torres fra mare e storia

Porto Torres con i suoi 20 mila abitanti non è tra le più grandi delle città, tuttavia nel contesto sardo risulta fra i comuni più popolosi della regione1Secondo l’ISTAT al 01/01/2024 risulta il 13° comune per popolazione.

Borgo antichissimo e città costiera spesso dimenticata e trascurata, Il suo patrimonio storico ed ambientale meriterebbe la soppressione di questo trend ingiusto.


Porto Torres: accenni di storia ⌚️

Nata ufficialmente circa duemila anni fa come colonia romana in Sardegna, divenne ben presto la città più prestigiosa dell’isola adornata da impianti termali e ville di lusso.

Dopo la caduta dell’Impero romano d’occidente, una dominazione Vandala prima e Bizantina poi, Porto Torres (all’epoca semplicemente Torres) divenne capitale de iure del neonato Giudicato di Torres.

Non fu vera e propria capitale: Questo fu perché il nuovo stato aveva una corte itinerante che prediligeva come sedi principalmente la più piccola e ben difendibile città di Ardara e la più grande e fiorente Sassari.

In questo periodo la città di Torres infatti era considerata una meta squallida e pericolosa sia per la minaccia della malaria (endemica nelle zone costiere) che per le frequenti incursioni dei pirati barbareschi. La città in questi secoli era caduta già da tempo in uno squallore molto profondo che la segnò nei secoli avvenire. Amministrativamente parlando, da città di riferimento della subregione divenne una semplice borgata portuale totalmente dipendente da Sassari.

Dopo una parentesi di circa cinquant’anni dentro il cosiddetto libero comune di Sassari, Porto Torres divenne nel 1323 parte della Corona di Aragona per quasi quattrocento anni. Nel 1720 infine l’intera Sardegna passò sotto Casa Savoia ed è lì che inizia la storia contemporanea del comune di Porto Torres.

La storia moderna di Porto Torres inizia solo l’11 giugno 1842

Grazie ai Savoia infatti Porto Torres, fino a quel momento considerata borgata portuale di Sassari, l’11 giugno 1842 divenne comune autonomo (per il riconoscimento effettivo dello status di città si dovrà aspettare al 1960).

Ma veniamo agli ultimi anni. Nella prima metà del secolo scorso il porto di Porto Torres venne utilizzato come testa di ponte fra il continente italiano e le colonie del nord Africa. Ciò gli costò svariati bombardamenti a partire dal 1943.

Punto cardine dell’economia turritana in tempi recenti è stata l’industria pesante. Essa, esistente dai primi del Novecento, ebbe il suo massimo splendore nel 1963 ed iniziò il suo declino già nel 1981, toccando il suo minimo storico nel 2009: da allora il settore principale dell’economia è quello del turismo.


Cosa vedere a Porto Torres 🔎

Turismo verde

Il cristallino litorale di Balai ed Il parco nazionale dell’Asinara sono due capisaldi di questo settore. Se la località di Balai è facilmente raggiungibile e godibile, per il parco dell’Asinara è necessario usufruire del servizio traghetto a pagamento.

Turismo religioso

Sede del Martirio di san Gavino, san Proto e san Gianuario, il patrimonio religioso di Porto Torres si basa prevalentemente su questa tematica.

Di gran pregio architettonico è la Basilica di San Gavino, edificata nel 1080 in pieno Giudicato di Torres. Piccole e suggestive sono le chiesette di san Gavino a mare e santu Bainzu ischabizzaddu, poste entrambe sul litorale di Balai.

Turismo culturale

Architetture civili e militari di varie epoche e svariati musei caratterizzano il patrimonio storico della città.

In questo campo a fare da apri-fila si trova la Torre aragonese del porto. Il vecchio carcere dell’Asinara è altrettanto significativo. I maggiori musei sono il Museo del porto e l’Antiquarium turritano.

Il parco archeologico Turris Libisonis risulta di grande interesse, così come il vicino ponte romano. In pieno centro urbano, in via Libio 53, è visitabile un complesso ipogeico di grande fascino che attira l’attenzione di turisti e studiosi di archeologia.

Per gli appassionati potrebbero essere interessanti, seppur lasciate in totale abbandono e disposte all’interno di proprietà private e di conseguenza difficilmente raggiungibili, le vecchie linee di capisaldi della seconda guerra mondiale.

Anche se si sconsiglia fortemente, é diffusa nel sottobosco dell’urbex anche la visita alle vecchie industrie pesanti ormai abbandonate. Quest’ultima attività non é per tutti, dato che si tratta sostanzialmente di entrare in edifici altamente pericolanti e tappezzati di Eternit, talvolta anche occupati da cani randagi. Se siete interessati accontentatevi delle numerose foto reperibili online!

Turismo balneare

Le spiagge e le coste rocciose del litorale sono meta fissa di bagnanti. Il succitato litorale di Balai offre acque cristalline e sabbia finissima. A differenza della vicina località di Platamona, il litorale di Balai si caratterizza da una serie di piccole spiaggette nascoste in mezzo ad alte ed imponenti scogliere.

Le numerose calette nascoste fra gli scogli offrono pace e riservatezza nei periodi meno gettonati della stagione turistica. Tutte le spiagge del territorio sono ad ingresso libero e gratuito.

Da evitare le spiagge nei pressi della zona industriale che, sebbene molto tranquille e poste di fronte all’isola dell’Asinara, sono state dichiarate non adatte alla balneazione. Unica eccezione quella di Fiume Santo, dichiarata balneabile dopo molti anni di interdizione.


Vantaggi ✅

  • Località turistica non inflazionata facilmente raggiungibile con qualsiasi mezzo;
  • Vicinanza con località turistiche suggestive quali Alghero, Stintino e Castelsardo;
  • Località sostanzialmente economica.

Svantaggi ❌

  • Scarsità di posti letto e servizio alberghiero poco sviluppato;
  • Il settore turistico è in fase di sviluppo: possibilità di disservizi nei confronti del turista.

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Sassari, consorzio industriale senza guida. «vada a Porto Torres»

Il consorzio industriale di Sassari, dopo la decadenza del presidente delegato proveniente dal comune di Sassari e dell’esponente del Comune di Alghero, rimane senza dirigenza. Per i consiglieri di minoranza del gruppo consiliare “Porto Torres Avanti” il momento è propizio per insediare dentro un’organizzazione così importante un nome turritano. L’ultima figura dirigenziale di spicco all’interno del consorzio proveniente da Porto Torres è stato l’ex-sindaco Eugenio Cossu, negli anni novanta.

Il consorzio industriale provinciale di Sassari, nato nel 1954 per far fronte all’endemica disoccupazione nel triangolo Sassari-Porto Torres-Alghero, è l’organismo pubblico a capo delle aree industriali del nord-ovest Sardegna. Alla sua nascita il primo nucleo insediativo fu proprio il comune di Porto Torres, già interessato dai primi del novecento da piccole e medie industrie manifatturiere e traghettato tramite queste nuove riforme amministrative verso l’industria pesante petrolchimica di interesse nazionale. Allo stato attuale, la zona industriale di Porto Torres rappresenta il 90% delle aree di pertinenza del consorzio.

La ferriera sarda di Porto Torres, uno dei simboli del degrado industriale (foto Pitzoi Arcadu)

Da più di trent’anni però nei quadri dirigenziali consortili sono mancate figure provenienti dalla città portotorrese. Questo, secondo i consiglieri comunali Bastianino Spanu e Costantino Ligas citati dall’Unione Sarda, ha minato lo sviluppo mirato nella città portuale sassarese. Oltre a ciò lo sviluppo del sito è stato contemporaneamente fortemente compromesso dal fenomeno della deindustrializzazione e dai vari disastri ambientali (causati sempre dalla malagestione industriale) che hanno martoriato il territorio.



I consiglieri di minoranza chiedono perciò al Sindaco Massimo Mulas una presa di posizione ferma al riguardo. Per loro gli ultimi decenni vissuti dai portotorresi come «spettatori» devono ora essere necessariamente compensati da una nuova figura manageriale. Questa figura, con ottime competenze nel settore dello sviluppo industriale, portuale, ambientale ed energetico, dev’essere capace di risollevare le sorti di un «cimitero industriale» disseminato da eco-mostri fatiscenti un tempo grandi industrie produttive.

(in copertina immagine di repertorio Nuova Isola)

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