Gio. Apr 3rd, 2025

Diritti

Giovani in politica per legge? Ora la raccolta firme

Piú giovani in politica e nelle istituzioni, ma come? È iniziata il 14 febbraio 2025 la raccolta firme per l’introduzione di quote generazionali in politica. Con la proposta di Legge “Guglielmo Minervini” – Quote Generazionali in Parlamento, nelle Regioni e nei Comuni questa necessità nel panorama politico italiano diventerebbe legge di stato.

Il progetto di legge di iniziativa popolare introdurrebbe infatti le quote generazionali di ogni età all’interno del Parlamento, dei Consigli regionali e nei Comuni. L’utilità della legge, intitolata al politico pugliese Guglielmo Minervini, sarebbe quella di migliorare la rappresentanza politica dei giovani e favorire il ricambio generazionale della classe dirigente.

Piú giovani in politica, info-grafica del referendum

Piú giovani in politica. Quali sarebbero le quote generazionali?

La proposta di legge suddivide la popolazione in tre fasce generazionali:

  • Giovani: fascia dai 18 ai 35 anni;
  • Adulti: fascia 36-55 anni;
  • Anziani: dai 56 anni in poi.

La quota di rappresentanza per ciascuna fascia di età sarà stabilita tenendo conto della composizione demografica della popolazione italiana basandosi sui dati ISTAT.

I partiti, le coalizioni e le liste civiche dovranno pertanto garantire l’alternanza tra candidati delle diverse fasce di età all’interno delle proprie liste. Ogni lista elettorale dovrà poi presentare candidati di età diversa in ogni sezione, e le liste dovranno essere predisposte in modo da favorire la rappresentanza proporzionale di ciascuna fascia di età. I partiti che rispettano le quote generazionali potranno beneficiare di incentivi economici.

La proposta di legge per garantire piú giovani in politica può essere firmata online sul sito del Ministero della Giustizia (é necessaria l’identità digitale).

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Diritto alla casa in Costituzione. Ora la proposta di legge

Diritto alla casa in Costituzione. Nei centri maggiori le case sono inaccessibili, nei piccoli comuni molte sono vuote. Il comitato Ma quale casa? ha avviato la promozione di una nuova campagna di raccolta firme per modificare gli artt. 44, 47 e 117 della Costituzione.

L’obiettivo è il riconoscimento del diritto all’abitazione in Costituzione e per l’attuazione delle politiche pubbliche necessarie a tutelarlo. L’iniziativa nasce come evoluzione delle proteste delle tende contro il caro affitti nelle grandi città italiane. La campagna può essere firmata online da questo link (è richiesta l’identità digitale).

La raccolta firme per il riconoscimento del diritto alla casa in Costituzione è iniziata l’11 marzo 2025 e ha un quorum fissato a 50.000 firmatari.

Ulteriori informazioni sul sito maqualecasa.it di proprietà dell’attivista Mattia Santarelli.

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Le donne con disabilità trascurate dalla Commissione europea

L’8 marzo 2025 la Commissione europea ha pubblicato un cronoprogramma1Documento “A Roadmap for Women’s Rights” del 07.03.25 che riporta i punti fondamentali per rafforzare i diritti delle donne. Tuttavia, non si menziona niente riguardo una maggiore tutela per le donne con disabilità. Questo, secondo Andre Felix, responsabile della comunicazione dell’European Disability Forum (EDF), è una mancanza incomprensibile e imperdonabile.

Con questa tabella di marcia la Commissione intende rafforzare il suo impegno per l’emancipazione delle donne e delle ragazze. L’obiettivo finale è quello della piena realizzazione di una società equa dal punto di vista del genere in Europa e nel mondo. Il documento prodotto ha lo scopo infatti di fornire indicazioni per le future misure del prossimo paper riguardante una Strategia per la parità di genere2Gender Equality Strategy.

Nello specifico però, il documento della Commissione non fa alcuna menzione all’inclusione significativa nella leadership e nel processo decisionale delle donne e delle ragazze con disabilità. Nel documento poi non si dichiara nessuna misura per vietare e porre fine alla sterilizzazione forzata e nessuna azione mirata per ridurre il livello di povertà all’interno della categoria.

«Donne e ragazze con disabilità non possono più essere lasciate indietro» – Commenta Pirkko Mahlmäki, presidentessa del Comitato per le donne dell’EDF – «ora è cruciale che queste vengano incluse nel prossimo documento sulla strategia per la parità di genere».

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Benessere studenti, la salute mentale non può essere un privilegio

La salute mentale non può essere un privilegio, e questo vale anche per gli studenti. Nel mondo accademico sardo però i servizi per la tutela di quest’ultima vengono erogati in maniera sommaria e simbolica, con un servizio nel concreto insufficiente.

Attualmente il servizio di counseling psicologico è attivo per le sedi universitarie di Sassari, Cagliari, Olbia, Oristano e Nuoro, ma mantenuto con risorse irrisorie. Solo a Sassari ad esempio, su 12.000 studenti e studentesse, gli psicologi convenzionati con l’università sono solo 4. Questo si traduce in tempi di attesa lunghissimi è un servizio non all’altezza delle aspettative ed estremamente precario, dati i fondi molto ristretti e non garantiti.

L’appello alla politica dell’Unione degli Universitari

UDU Sassari e Unicaralis, con il manifesto pubblicato online «Va bene non stare bene», presentano alla Regione Sardegna una proposta di legge per chiedere un incremento dei fondi per potenziare il servizio. L’obiettivo prefissato sarebbe quello di aumentare il numero di psicologi, ridurre i tempi di attesa, migliorare l’accessibilità e garantire un servizio adeguato e gratuito.

Frontespizio del comunicato social

La salute mentale degli studenti, minata da ansia, stress e difficoltà economiche, non può essere sottovalutata. «Ora è arrivato il momento di trasformare le parole in azioni concrete» – conclude il manifesto – «Nessuno deve essere lasciato solo».

(in copertina immagine di repertorio Flickr by ankxt CC BY 2.0)

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Aggressione a Milano, 22enne accoltellato perché gay

Nuova aggressione nel centro di Milano. Un ragazzo di 22 anni è stato accoltellato nella tarda serata di venerdì 17 maggio in piazza Diaz. La violenza è esplosa fuori da un locale senza alcuna provocazione.

Stando a quanto poi raccontato ai carabinieri, il giovane sarebbe stato avvicinato da tre uomini e una donna tra i 18 e i 20 anni per la banale richiesta di una sigaretta. Improvvisamente il ragazzo sarebbe poi stato insultato in modo omofobo ed uno dei tre lo avrebbe colpito con quattro fendenti di coltello, dei quali due alla schiena, uno alla nuca e uno al braccio destro.

È stato lo stesso ragazzo in seguito a chiamare il 112. L’ambulanza e l’auto medica sono subito entrati piazza Diaz, però la ressa ha reso difficile il soccorso. I sanitari perciò hanno deciso di spostarsi nella vicina via Larga per avere più libertà di manovra. Raggiunto dai soccorsi, il 22enne è stato infine accompagnato al pronto soccorso del Policlinico in codice giallo.

Il branco ha poi fatto subito perdere le proprie tracce. Le indagini sono ora in corso, con i militari della Compagnia Duomo che stanno analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona per ricostruire la dinamica dei fatti e identificare i responsabili.

La gravità dell’aggressione

L’aggressione è avvenuta a cavallo della Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia. Proprio per quest’occasione, Sergio Mattarella aveva affermato «L’intolleranza per il diverso, l’indifferenza di fronte alle compressioni delle altrui libertà, costituiscono lacerazioni alla convivenza democratica. L’Italia non è immune da episodi di omotransfobia».

L’Italia, che non è firmataria della dichiarazione per la promozione delle politiche europee a favore delle comunità Lgbtiq+, è uno dei paesi più discriminatori dell’UE. Nel 2022 i gay sono la terza categoria più odiata in Italia. Tra le zone più intolleranti, il Veneto, la Calabria e la città di Bari.

L’Italia, nell’ottobre 2017 è entrata a far parte del Core Group LGBTI, un gruppo interregionale di Paesi e organizzazioni, per promuovere i temi della lotta alla discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale e della tutela dei diritti delle persone Lgbtiq+.

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Autism-Europe, lanciata la campagna «Not invisible»

BRUXELLES: Autism-Europe Aisbl (AE), in occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo del 2 aprile 2024, lancia con un comunicato stampa la sua nuova campagna «Not invisible» dedicata al supporto dei diritti delle persone autistiche.

Dal 2 aprile in poi AE utilizzerà i suoi canali social per divulgare azioni di consapevolezza per il supporto delle persone autistiche ed estratti di esperienze di vita dei loro membri.


Leggi anche: Autismo: Associazioni richiedono all’Europa più inclusione


Autism-Europe (AE), l’associazione senza scopo di lucro fondata per tutelare i diritti delle persone autistiche in Europa, in prossimità delle elezioni europee di giugno 2024, ha lanciato la sua nuova campagna (che d’ora in poi avrà cadenza annuale) «Not invisible».

Secondo l’associazione, che nel 2023 ha compiuto quarant’anni di servizio, sono necessarie azioni urgenti per contrastare le discriminazioni e l’abilismo quotidiano che le persone autistiche subiscono in tutta Europa in ogni aspetto della loro vita.

Le persone autistiche in Europa

L’associazione ha stimato che solo in Europa sono 7 milioni le persone autistiche. In aggiunta, altri studi dimostrano che solo il 20% di questi ultimi ha un impiego lavorativo stabile.

Nonostante tutti i progressi svolti negli ultimi anni, molti autistici affrontano quotidianamente barriere sociali che intaccano seriamente la loro qualità di vita. Conseguentemente subiscono forti danni alla loro salute mentale, finanziaria e sociale. Secondo i report, ad essere ancora più discriminate sono le donne autistiche e gli autistici appartenenti ad una minoranza etnica.

Le persone autistiche in età adulta infatti hanno una maggiore percentuale di comorbilità per disturbi quali ansia, depressione ed abuso di sostanze. Inoltre, se non propriamente supportati da una forte rete sociale, hanno una maggiore probabilità di cadere sotto la soglia della povertà e dell’emarginazione.

L’autismo viene spesso identificato come una disabilità invisibile. Nelle sue forme impropriamente chiamate ad alto funzionamento infatti l’individuo riesce a mascherare esternamente le proprie difficoltà senza destare sospetti. Nonostante l’aspetto esteriore però, anche gli individui più insospettabili soffrono aspramente a causa della mancanza di riconoscimento delle loro necessità da parte dell’ambiente circostante.

Cosa puoi fare

Segui sui social gli hashtag #AutismNotInvisible e #AutismDay2024 per rimanere informato sulle iniziative che si svolgeranno in tutta Europa. Mostra attivamente il tuo supporto alla causa tramite azioni concrete nella vita quotidiana. Rimani informato su ogni attività delle varie associazioni di categoria locali ed internazionali.

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World Autism Awareness Day 2023: Eventi all’Europarlamento

BRUXELLES: In occasione del World Autism Awareness Day 2023, la giornata internazionale dedicata alla consapevolezza sullo spettro autistico, l’organizzazione internazionale Autism-Europe Aisbl ha annunciato per fine marzo una serie di eventi espositivi presso la sede di Bruxelles dell’Europarlamento.

Il World Autism Awareness Day è una giornata internazionale istituita nel 2007 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nata col fine di aumentare la consapevolezza nei confronti delle persone autistiche e delle loro problematiche in tutto il Mondo.

Tutte le iniziative relative al World Autism Awareness Day 2023 potranno essere seguite e supportate online tramite l’hashtag #AutismDay2023.


Gli eventi principali del World Autism Awareness Day 2023

Mostra fotografica (dal 27 al 31 marzo 2023)

L’evento di apertura sarà una mostra fotografica. Essa consisterà in una selezione di 25 foto le quali mostreranno gli aspetti della vita e più in generale la visione del Mondo delle persone autistiche.

Scopo dell’evento sarà quello di mostrare in che modo la società moderna possa migliorarsi nei confronti delle persone autistiche.

Le fotografie mostrate all’evento saranno frutto di una selezione di 9 fotografi in totale vincitori della competizione creata apposta per l’occasione. L’inaugurazione ufficiale dell’evento sarà il 28 marzo dalle 11:00 alle 12:00.

Dal 2 aprile fino alla fine del mese le fotografie esposte saranno rese pubbliche presso i social media di Autism-Europe.

Conferenza “Building an inclusive society for autistic people” (30 marzo 2023 9:00 – 11:00)

Assieme a Rosa Estaràs (EPP Spagna) verrà inoltre organizzata una conferenza divulgativa. L’evento, la quale partecipazione sarà possibile sia online che in presenza, avrà fra gli ospiti molti rappresentanti della comunità autistica e svariati decisori politici.

Lo scopo dell’evento sarà quello di mostrare come incoraggiare la nascita di una società più inclusiva e quali politiche chiave siano essenziali da adottare al fine di supportare concretamente la comunità autistica.

Per partecipare online all’evento è necessario compilare l’apposito form entro e non oltre le 23:59 del 22 marzo 2023.

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Note


Autismo: Associazioni richiedono all’Europa più inclusione

BRUXELLES: Autismo España, associazione spagnola per i diritti delle persone autistiche, chiede presso la commissione per le petizioni (PETI) rassicurazione riguardo la nuova Carta Europea della Disabilità in relazione alle necessità di inclusione per l’autismo e altre disabilità invisibili.

Punto principale è la garanzia di riconoscimento delle necessita delle persone autistiche e una maggiore armonizzazione dei diritti dei disabili in tutta l’Unione Europea.


L’intervento di Autismo España

Ana Terrón e María Pindado, rappresentanti dell’associazione Autismo España, hanno dibattuto ll 28 febbraio 2023 a Bruxelles. Il fine è stato ottenere maggiori rassicurazioni per le persone autistiche di tutta Europa.

Nel primo intervento Ana Terrón porta come esempio tutte le difficoltà e le barriere sociali che gli autistici affrontano nella società spagnola.

Successivamente, la sua collega María Pindado ha concluso l’arringa chiedendo esplicitamente maggiore consapevolezza da parte della comunità medica al fine di garantire un adeguato riconoscimento della condizione di invalidità degli autistici in modo tale che essi possano beneficiare in maniera soddisfacente della nuova Carta Europea della disabilità.

Autismo e inclusione: La risposta delle istituzioni europee

La rappresentante della commissione europea, Inmaculada Placencia, in risposta alle richieste di Autismo España ha sottolineato la necessità per una maggiore consapevolezza sui bisogni delle persone con «disabilità invisibili».

Ha inoltre precisato che attualmente il riconoscimento delle disabilità è una prerogativa esclusiva dei singoli stati. Conclude poi affermando che la Carta europea delle disabilità serve solamente per far sì che questo riconoscimento sia portato a livello europeo e non più solo nazionale.

Oltre ai rappresentanti della Commissione europea a prendere parola sono stati in tutto 5 membri dell’Europarlamento.

Sostanzialmente tutti sono stati d’accordo col concetto di un rafforzamento dei diritti delle persone autistiche al fine di sopprimere le barriere sociali.

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Note


Visita al carcere di Uta, celle roventi e senza aria

UTA (CA): Nuova ispezione al carcere di Uta. Una delegazione di Sardegna Radicale, Radicali Venezia, Nessuno Tocchi Caino e Cellula Coscioni Sardegna ha visitato la Casa Circondariale di Uta “Ettore Scalas“ accompagnando la deputata Francesca Ghirra (AVS).

L’emergenza carceraria in Sardegna assume toni più chiari. Nel carcere di Uta su 571 posti sono incarcerati 696 detenuti. Solo nell’ultimo periodo nella casa circondariale si sono consumati 2 suicidi e svariati episodi di violenza ed autolesionismo. Appena dopo la visita un detenuto si è tagliato le vene, poiché non era riuscito a parlare con la delegazione.

Il 68% dei detenuti soffre di problemi psichiatrici e/o dipendenza da sostanze, e l’assistenza medica è marginale. Nella sezione del transito celle affollate ed invivibili con persone che sono costrette a soggiornarvi anche se, a causa della buona condotta, potrebbero essere trasferiti altrove.

Per questioni di spazio, alcuni detenuti sono costretti a risiedere nel reparto di alta sicurezza, subendo quindi restrizioni non necessarie alla loro detenzione. Il personale carcerario, nella sua interezza, è gravemente sottorganico, rendendo la vita difficile e pericolosa anche per i dipendenti della struttura.

Condizioni igienico-sanitarie inumane

Nelle celle di isolamento la scarsa aerazione e coibentazione dell’edificio porta le celle ad essere, in piena estate, roventi ed inospitali. La scarsa igiene degli spazi, con sporcizia e rifiuti biologici sui pavimenti, porta l’aria ad essere fetida e stagnate. In aggiunta alle scarse condizioni igieniche, la scarsa illuminazione contribuisce a creare un ambiente psicologicamente lugubre e deleterio.

Sardegna Radicale segnala che «un detenuto ci ha detto che avevano aperto le finestre solo perché stavamo passando noi».

Assistenza medica insufficiente

Da tempo non è più presente un direttore sanitario, ma solo una sua sostituta ad interim. Il servizio del 118 funziona solo a mezza giornata, e nel personale sanitario mancano numerose figure specialistiche. Il reparto SAI ospita svariate persone con patologie mediche gravi. Un detenuto, entrato in coma dopo un ictus, è stato portato in ospedale solo dopo la visita della delegazione. La farmacia centrale rifornisce il carcere con estremo ritardo, con detenuti che aspettano le proprie terapie anche per settimane. Nonostante la forte presenza di disabili, non esistono celle a norma per questo tipo di detenuti.

Il grido di allarme dei detenuti non ha lo scopo di chiedere privilegi, ma di garantire loro il minimo di dignità dovuta ad un essere umano.

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Disabili in celle non a norma nel carcere di Uta

Per il garante regionale delle persone private della libertà Irene Testa, i prigionieri con disabilità della Casa Circondariale di Cagliari-Uta, distante dal capoluogo di regione 23 chilometri, vivono situazioni «di grave disagio». La scoperta nasce a seguito della sua recente visita al complesso gestito dal Ministero della Giustizia. Sempre nel carcere di Uta ad aprile un detenuto si era impiccato nella propria cella. Oltre a questo, nel carcere di Cagliari-Uta non sono infrequenti episodi di instabilità.

In tutto il carcere sono circa 655 detenuti costretti a vivere in una situazione di sovraffollamento e grave disagio. La massiccia presenza di barriere architettoniche nelle celle rende la vita quotidiana dei detenuti con disabilità impossibile. La salute fisica e mentale dei detenuti di Uta viene costantemente messa a rischio da queste condizioni inumane e degradanti. Nonostante la maggior parte degli ospiti sia affetta da gravi patologie psichiatriche, nella struttura è presente un solo psichiatra.

«In una sola sezione ben cinque detenuti affrontano gravi invalidità: quattro costretti su sedie a rotelle e uno sulle stampelle. L’unica cella predisposta per la disabilità è insufficiente a soddisfare le esigenze di tutti, costringendo gli altri detenuti a vivere in condizioni di illegalità e a fare affidamento sui compagni di cella per le attività quotidiane più basilari.» afferma Irene Testa.

Altro fattore che aggiunge un ulteriore stato di emergenza fra i detenuti di Uta è il concreto pericolo dell’azzeramento del servizio 118.

Nella sua relazione Irene Testa conclude «Chiedo con urgenza un intervento immediato da parte delle autorità competenti per garantire il pieno diritto alla salute che deve essere garantito a tutti. Chiedo che si mettano a norma le celle per i disabili. Che si fornisca all’istituto nell’immediato il personale sanitario adeguato per gestire un trattamento dignitoso e adeguato a tutti i detenuti con disabilità fisiche e psichiche».

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