Gio. Apr 3rd, 2025

Cagliari

Città di Cagliari (CA)

Integrazione Europea ed il suo futuro, evento a Cagliari

Si terranno a Cagliari, da venerdì 18 a domenica 20 ottobre 2024, tre giornate di formazione e dibattito politico sul futuro del Processo d’Integrazione Europea. L’evento è organizzato dal Movimento Federalista Europeo sezione Cagliari (MFE Cagliari) in cooperazione con l’Unione dei federalisti europei (UEF). Dopo ogni intervento dei relatori è previsto un dibattito aperto a tutti i partecipanti.

fotografia che raffigura Roberto Castaldi e Vincenzo Di Dino dell'MFE Cagliari
Roberto Castaldi e Vincenzo Di Dino, MFE Cagliari (foto Pitzoi Arcadu)

I lavori si apriranno venerdì 18 ottobre a partire dalle ore 17:00 presso la sala “Salvatorangelo Cucca” nella sede ASEL di Piazza Galilei n°17. Il primo appuntamento sarà la presentazione del libro «L’Europa di domani. Un’Unione rinnovata in un mondo che cambia» di Alberto Majocchi (presente al dibattito). Successivamente, sono previsti numerosi ospiti per le giornate a seguire, fra i quali Alessandra Todde (presidente RAS), Massimo Zedda (sindaco di Cagliari) e Luisa Trumellini (segretaria MFE Italia).

L’ MFE Italia è nato clandestinamente a Milano nel 1943 da oppositori del fascismo, convinti che solo un’organizzazione federale avrebbe potuto far rientrare l’Europa, distrutta dalla guerra causata dagli stati nazionali, come protagonista nel quadro geopolitico internazionale. Sempre I’MFE durante la guerra partecipò alla Resistenza armata e svolse un’attività di contatti con gli ambienti della Resistenza europea. Successivamente nacque, nel dicembre 1945, l’Unione dei federalisti europei (UEF), che costituisce ancora oggi il quadro politico-organizzativo sovranazionale dell’azione dei movimenti federalisti europei. Infine, solo nel 1951, è nata la Gioventù Federalista Europea (GFE), ramo giovanile autonomo dell’MFE, con sede locale a Cagliari ed ufficiosamente a Sassari.

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Appello a Cagliari: «Più diritto allo studio per i carcerati»

Nuovo appello dell’Associazione Tonino Pascali – Sardegna Radicale a Cagliari. La chiamata, questa volta, é per il diritto allo studio dei carcerati in Sardegna, che avviene dopo le recenti visite alle carceri della zona.

A Cagliari il diritto allo studio dovrebbe essere universale. Una call to action quindi ora rivolta alle associazioni studentesche cagliaritane, tramite un comunicato stampa via social. Dopo le diverse visite nelle case circondariali del sud Sardegna, grazie alle quali sono state appurate le condizioni di detenzione problematiche, il crescente sovraffollamento e la mancanza di tutele sia per i detenuti che per lo stesso personale carcerario, vengono adesso puntati i riflettori su una nuova tematica: Il (calpestato) diritto allo studio dei detenuti.

copertina comunicato stampa sociale di Sardegna Radicale
Frontespizio del comunicato social

Sardegna Radicale invita pertanto le associazioni universitarie a sviluppare maggiore sensibilità al tema e partecipare alle prossime visite in programma, per toccare con mano la realtà carceraria e contribuire a trovare insieme soluzioni concrete. Il diritto allo studio, a Cagliari e in Sardegna, viene costantemente messo a dura prova, sia fuori che dentro le mura carcerarie.



La popolazione detenuta, secondo i dati raccolti sul campo, riscontra «non poche difficoltà» ad accedere ai corsi universitari, che garantirebbero una maggiore possibilità di trovare un impiego stabile e una maggiore probabilità di reinserimento. Il concetto di riabilitazione e reinserimento tramite la cultura verrebbe pertanto a mancare. «Il diritto allo studio» – conclude il comunicato – «oltre a non avere colore politico, tocca tutti gli ambiti della società».

Le visite fatte nel 2024 da Sardegna Radicale assieme all’Associazione Luca Coscioni, Nessuno Tocchi Caino e Unione delle Camere Penali Italiane non sono ancora terminate. Con questo comunicato gli attivisti, indirettamente, fanno sapere il loro intento a proseguirle anche per il 2025.

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Cagliari, arriva al cinema “Cuori liberi, fino all’ultimo respiro”

Si terrà a Cagliari la prima al cinema del docufilm a tema peste suina africana (PSA) e violenza sugli animali. Il manufatto racconta i fatti del 20 settembre 2023 avvenuti nel rifugio Cuori liberi di Sairano (PV), che portarono a numerose proteste. La pellicola, distribuita da Mescalito Film, sarà proiettata mercoledì 16 ottobre alle 20.30 ed alle 21.15 al cinema Greenwich d’Essai in via Sassari 67. Il costo del biglietto è fissato a 6,60€.

Locandina dell’evento (foto concessa)

Presente in sala la sezione locale di LNDC Animal Protection, che interverrà sui temi del docufilm con un dialogo aperto al pubblico. Sempre l’associazione animalista LNDC Animal Protection, insieme a LAV, ha sostenuto la produzione del docufilm. La regia è di Alessio Schiazza, con la partecipazione di Sara D’Angelo (Rete dei Santuari di Animali Liberi) e Roberto Manelli (Rifugio Progetto Cuori Liberi).

Il film in serata al cinema di Cagliari ripercorre le tappe della vicenda che portò a settimane di resistenza da parte di attivisti ed animali contro l’uccisione indiscriminata ordinata dall’ATS di Pavia. L’epilogo della vicenda fu l’uccisione dei maiali (precedentemente sottratti da situazioni di sfruttamento e maltrattamento) ed una ferocia inaudita usata su coloro che li volevano difendere in modo pacifico, oltre che danni importanti alle strutture del rifugio, sostenuto senza alcun impiego di fondi pubblici.

La battaglia per fare chiarezza sui fatti è tuttora aperta. Quest’ultima continuerà anche in sede politica per avere protocolli sanitari che tengano conto del fatto che i santuari ospitano animali non destinati alla produzione alimentare e che sono stati sottratti a situazioni di sfruttamento e maltrattamento, che necessitano quindi di una normativa ad hoc, ferma restando la necessità di garantire il rispetto di tutte le misure di biosicurezza in caso di presenza di animali malati.

Il documentario “Cuori liberi, fino all’ultimo respiro” ripercorre le tappe di questa vicenda, facendo luce su una pagina buia dei diritti animali e umani nella storia italiana. Continueremo a chiedere giustizia e a lottare per un’effettiva tutela dei rifugi, dei santuari e delle vite che ospitano, verso un necessario e urgente cambiamento radicale del sistema produttivo. La PSA è l’emblema di un modello fallimentare di produzione che si basa sul confinamento estremo di milioni di animali trattati alla stregua di oggetti, e solo pochi fortunati sottratti a questo ciclo crudele trovano vita e rispetto all’interno dei rifugi e santuari

LNDC Animal Protection, 14 ottobre 2024

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Armi sarde a Israele: gli studenti chiamano Tajani

Le associazioni studentesche di sindacato sarde, alla scoperta che alcune aziende produrrebbero in Sardegna armi da guerra da inviare a Israele, vogliono ora chiarimenti.

In un comunicato stampa unificato i sindacati studenteschi dell’Unione degli Universitari di Sassari e Cagliari, ormai insofferenti, definiscono l’approccio del governo alla situazione ambiguo, caratterizzato da condanne verbali per la condotta della guerra ma simultaneamente anche dall’invio sottobanco di armi da guerra contro la Palestina. Gli studenti sardi vogliono pertanto risposte chiare dal ministro Antonio Tajani.

A Sassari collettivi studenteschi, primo fra i quali l’Assemblea studenti per la Palestina Sassari, si sono organizzati fin dalla prima ora per denunciare la guerra di aggressione israeliana ed in difesa dei diritti dello Stato di Palestina, ancora non riconosciuto dall’Italia.

Secondo l’ISTAT, tra dicembre 2023 e gennaio 2024, l’Italia ha esportato verso Israele munizioni da guerra per un valore complessivo di oltre due milioni di Euro. Sempre l’Italia si è poi astenuta durante la riunione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che mercoledì 18 settembre ha approvato con 124 voti favorevoli e 43 astensioni, inclusi gli Stati Uniti, la richiesta di porre fine all’occupazione israeliana.

Il supporto internazionale a Israele

In un momento storico dove perfino alcuni paesi NATO stanno interrompendo il supporto bellico a Israele, l’Italia gioca a fare compromessi moralmente sempre più insostenibili. In una guerra condotta con modi che ormai molti osservatori definiscono genocidio, una fascia politicamente trasversale di popolazione ormai sempre più spessa vuole una posizione chiara del Governo Meloni. Sempre da numerosi osservatori internazionali la reazione israeliana contro Hamas é andata ben oltre la lotta al terrorismo interno, come inizialmente dichiarato come casus belli.

In questo contesto le associazioni UDU sarde, dopo un’iniziale osservazione in silenzio stampa, preferiscono ora un approccio piú incisivo. A causa dello scandalo delle armi sarde a Israele  «La Sardegna ha un ruolo drammatico. Oltre ad essere teatro di esercitazioni militari partecipate da Israele, è anche il luogo in cui si fabbricano le armi con cui si porta avanti il genocidio della popolazione palestinese».

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