Gio. Apr 3rd, 2025

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Via Libio 53, ancora tanto da fare. Intervista a Ico Bruzzi

Parliamo subito di numeri. Quanti visitatori avete fatto in via Libio 53 nel 2024?

Quest’anno i numeri, più o meno, sono gli stessi degli anni passati (ovvero circa 1500 presenze). Chiaramente i mesi dove c’è più afflusso sono quelli estivi. Per migliorare le cose e fare il salto di qualità ci mancano sicuramente le navi da crociera, importantissime per i siti archeologici e per metterci allo stesso livello delle realtà vicine.

L’anno scorso avete saltato l’appuntamento con Monumenti aperti, dove eravate tappa fissa dal 2016. Avete ripreso i contatti l’iniziativa?

Sì, quest’anno parteciperemo sicuramente. Perché non dovremo contribuire come abbiamo sempre fatto?

Mi è stato detto che nel 2022 avete stipulato un accordo con i villaggi turistici di Platamona per far conoscere il vostro sito, che è stato un bel successo. È ancora attivo? Sta andando bene?

Sì, quello ce l’abbiamo sempre. Da dopo Pasqua e per tutti i mesi estivi continua a dare i suoi frutti.

Stipulare un accordo del genere è stata una mossa di marketing intelligente. Avete mai pensato di condividerlo con gli altri siti della città?

Certamente. Lo avevamo proposto già diversi anni fa, praticamente dal giorno dopo che abbiamo aperto il sito archeologico. La sua implementazione non dipende soltanto da noi, ma siamo sicuramente favorevoli su questo. Non si riesce a capire perché nelle altre realtà si fa e qua no …

Torniamo alle frequentazioni di via Libio 53. Quanti italiani e quanti stranieri visitano il sito? Quale tipo di utenza visita maggiormente il bene?

Chiaramente la maggior parte sono italiani. Molti sono qua in vacanza e sono di passaggio, e avendone sentito parlarne in quanto cosa unica in Sardegna, sono curiosi di venire a visitarlo. Lavoriamo molto quando arrivano le navi francesi, e grazie agli accordi di Platamona anche con molti tedeschi. Ci sono molte visite anche dagli spagnoli. Nel fine settimana poi, anche in periodi invernali, vengono spesso ragazzi che studiano archeologia oppure archeologi sardi e non solo.

Avete mai subito eventi spiacevoli, come danneggiamenti o problemi simili?

No. Sulla salvaguardia del sito siamo molto attenti, pur non ricevendo alcun finanziamento pubblico.

Il vostro sito è a gestione privata, ma è comunque un bene di tutti. Quali strumenti vorreste vi venissero dati?

Noi non percepiamo nessun finanziamento pubblico, è tutto gestito con spese personali. Ci autofinanziamo. Chiediamo un occhio di riguardo da parte dell’amministrazione. Non parlo necessariamente di denaro, ma anche solo maggiore visibilità.

Porto Torres soffre ancora di una forte stagionalizzazione turistica. Questo fatto come influenza il flusso di visitatori durante l’anno?

Dipende. In generale noi siamo aperti 7 giorni su 7, ma lavoriamo molto di più nei weekend. Nel mese di luglio fino al 20 agosto però le visite sono molto frequenti anche nelle altre giornate della settimana.

Collaborate con altre realtà, pubbliche o private?

Collaboriamo fin dall’inizio con alcune scuole medie e superiori della Gallura, dove nel periodo dopo Pasqua si avvicinano al sito diverse classi. Stiamo cercando di collaborare anche con il Sulcis-Iglesiente, grazie a degli archeologi del luogo che ci hanno promesso che entro quest’anno organizzeranno delle visite guidate. Vorremmo arrivare anche nella zona del cagliaritano. Il sito è ancora poco conosciuto, ma ci stiamo lavorando.

In chiusura, quale supporto chiedete alle istituzioni al vostro progetto?

Noi come già detto ci autofinanziamo. I soldi del biglietto di ingresso vengono reinvestiti nel sito archeologico. Non c’è nessun’altra realtà che ci supporta, nessun ente pubblico. Noi abbiamo sempre teso la mano per fare degli accordi che non sono mai arrivati. Ad esempio la cartellonistica, l’unica che c’è, è stata fatta da noi. Essendo un sito storico la sua valorizzazione creerebbe beneficio per tutta la città. Il prossimo anno saranno dieci anni dalla sua apertura, e fino a quando avremo le forze continueremo ad andare avanti. Non chiediamo tanto, solo un po’ di visibilità, magari un portierato e delle visite guidate fatte da personale qualificato. Se si vuole iniziare realmente a pensare che Porto Torres possa diventare una città turistica dovremo partire dal nostro passato. Deve entrarci in testa che abbiamo l’oro romano sotto i piedi.

(in copertina immagine di repertorio Nuova Isola)

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Meloni storpia il Manifesto di Ventotene. Gli europeisti: «Vergogna»

Giorgia Meloni attacca durante un discorso alla camera il Manifesto di Ventotene, testo fondante dell’Unione Europea. Immediatamente dure le opposizioni, che esortano la Premier a vergognarsi.

Il Movimento Federalista Europeo, movimento politico fondato dallo stesso Altiero Spinelli, dichiara che la presidente abbia deliberatamente estrapolato degli estratti dal testo completo ignorandone il contesto storico e il vero significato al solo fine di ridicolizzare il messaggio del documento per sua esclusiva opportunità politica. Questa tattica argomentativa si chiama cherry picking, ed è considerata una manipolazione della realtà altamente scorretta.

Durante il suo intervento durante i lavori alla camera del 19 marzo, la Premier Giorgia Meloni avrebbe infatti affermato che «Non mi è chiarissima l’idea d’Europa alla quale si fa riferimento», leggendo poi estratti sparuti del Manifesto di Ventotene che parlano di abolizione e limitazione della proprietà privata oppure di come «La politica democratica sarà un peso morto nella crisi rivoluzionaria».

Intransigenti fin da subito i banchi dell’opposizione, che appena hanno capito il tentativo manipolatorio della Premier, hanno iniziato a manifestare il loro dissenso. «Ci sentiamo profondamente offesi e indignati» – dice Il vicecapogruppo di Avs Marco Grimaldi citato dall’Adnkronos – «Questo Paese, questa democrazia, questa Costituzione è nata anche a Ventotene». Chiosa invece Alfonso Colucci del Movimento 5 stelle: «Credo che alle gravissime parole che la presidente Meloni, un oltraggio alla nostra democrazia, la risposta migliore sia stata data dal presidente Mattarella» – affondando poi – «Quanto abbiamo sentito oggi in quest’aula dalla presidente del Consiglio è un oltraggio. Non c’è spazio in quest’aula per il fascismo e lei dovrebbe per primo alzarsi da quello scranno. Presidente, si vergogni».

L’attacco della Meloni contro il Manifesto di Ventotene. Le dichiarazioni dell’MFE

Immediata la presa di posizione del Movimento Federalista Europeo, che risponde a questo attacco gratuito.

Copertina comunicato stampa MFE riguardante la Meloni contro il Manifesto di Ventotene
Comunicato stampa del 10.03.25 “Vergogna Presidente Meloni!”

Il tentativo della Presidente del Consiglio oggi alla camera di storpiare il messaggio del Manifesto di Ventotene è solo un modo per cercare di nascondere la sua colpevole incapacità di portare l’Italia ad essere protagonista della costruzione dell’unità europea.
 
Quanto avvenuto oggi alla Camera è un fatto gravissimo, che ha suscitato la giusta indignazione e risposta delle opposizioni. La Presidente si è permessa di estrapolare dei brani dal testo complessivo del Manifesto di Ventotene di Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni, ignorando il contesto storico in cui è stato scritto, per ridicolizzare il messaggio e la portata di questo testo considerato in Europa e nel mondo un testo fondante del progetto di unificazione europea.
 
Il Manifesto di Ventotene ha infatti acquisito una valenza europea e mondiale come testo di riferimento per l’unità europea sia per la caratura morale e politica dei suoi estensori, sia per le battaglie per la Federazione europea condotte da Altiero Spinelli nell’arco della sua vita, sia per l’attualità estrema del suo messaggio chiave: scritto nel 1941 contro il nazionalismo – che aveva portato gli europei a combattersi, ad uccidere la democrazia liberale portando al potere i movimenti totalitari e a scatenare due Guerre mondiali – indicava come unica via di uscita “per non ricadere nelle vecchie aporie” la costruzione di uno Stato federale che unisse i popoli d’Europa. Questa doveva diventare la battaglia politica del dopoguerra e la nuova linea di demarcazione tra progresso e reazione.
 
Il Manifesto di Ventotene torna oggi più che mai alla ribalta perché tornano i nazionalismi nel mondo e cercano di tornare in Europa; e perché oggi più che mai l’Europa ha bisogno di farsi federale per avere la forza di non essere schiacciata dal ritorno delle mire imperialiste delle altre potenze mondiali, per ricacciare il nazionalismo dalla scena politica e affermare il suo modello alternativo di Stato e di società giusta.
 
Oggi, la Presidente Meloni si è presa gioco di tutto questo e ha mostrato di non voler capire qual è il compito storico e politico che dovrebbe sapersi assumere chi guida il governo in Italia oggi: portare il nostro Paese a contribuire in modo sostanziale alla costruzione dell’unità politica federale dell’Europa.
 
VERGOGNA Presidente Meloni. Non solo la giudicherà la storia, ma i cittadini italiani capiranno presto che li vuole portare in un vicolo cieco.

Comunicato stampa del 10.03.25 “Vergogna Presidente Meloni!”

(in copertina immagine di repertorio Unione Europea)

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Le donne con disabilità trascurate dalla Commissione europea

L’8 marzo 2025 la Commissione europea ha pubblicato un cronoprogramma1Documento “A Roadmap for Women’s Rights” del 07.03.25 che riporta i punti fondamentali per rafforzare i diritti delle donne. Tuttavia, non si menziona niente riguardo una maggiore tutela per le donne con disabilità. Questo, secondo Andre Felix, responsabile della comunicazione dell’European Disability Forum (EDF), è una mancanza incomprensibile e imperdonabile.

Con questa tabella di marcia la Commissione intende rafforzare il suo impegno per l’emancipazione delle donne e delle ragazze. L’obiettivo finale è quello della piena realizzazione di una società equa dal punto di vista del genere in Europa e nel mondo. Il documento prodotto ha lo scopo infatti di fornire indicazioni per le future misure del prossimo paper riguardante una Strategia per la parità di genere2Gender Equality Strategy.

Nello specifico però, il documento della Commissione non fa alcuna menzione all’inclusione significativa nella leadership e nel processo decisionale delle donne e delle ragazze con disabilità. Nel documento poi non si dichiara nessuna misura per vietare e porre fine alla sterilizzazione forzata e nessuna azione mirata per ridurre il livello di povertà all’interno della categoria.

«Donne e ragazze con disabilità non possono più essere lasciate indietro» – Commenta Pirkko Mahlmäki, presidentessa del Comitato per le donne dell’EDF – «ora è cruciale che queste vengano incluse nel prossimo documento sulla strategia per la parità di genere».

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Benessere studenti, la salute mentale non può essere un privilegio

La salute mentale non può essere un privilegio, e questo vale anche per gli studenti. Nel mondo accademico sardo però i servizi per la tutela di quest’ultima vengono erogati in maniera sommaria e simbolica, con un servizio nel concreto insufficiente.

Attualmente il servizio di counseling psicologico è attivo per le sedi universitarie di Sassari, Cagliari, Olbia, Oristano e Nuoro, ma mantenuto con risorse irrisorie. Solo a Sassari ad esempio, su 12.000 studenti e studentesse, gli psicologi convenzionati con l’università sono solo 4. Questo si traduce in tempi di attesa lunghissimi è un servizio non all’altezza delle aspettative ed estremamente precario, dati i fondi molto ristretti e non garantiti.

L’appello alla politica dell’Unione degli Universitari

UDU Sassari e Unicaralis, con il manifesto pubblicato online «Va bene non stare bene», presentano alla Regione Sardegna una proposta di legge per chiedere un incremento dei fondi per potenziare il servizio. L’obiettivo prefissato sarebbe quello di aumentare il numero di psicologi, ridurre i tempi di attesa, migliorare l’accessibilità e garantire un servizio adeguato e gratuito.

Frontespizio del comunicato social

La salute mentale degli studenti, minata da ansia, stress e difficoltà economiche, non può essere sottovalutata. «Ora è arrivato il momento di trasformare le parole in azioni concrete» – conclude il manifesto – «Nessuno deve essere lasciato solo».

(in copertina immagine di repertorio Flickr by ankxt CC BY 2.0)

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Una Piazza Per L’Europa, Associazione Tonino Pascali: «Noi ci siamo»

Una Piazza Per L’Europa, la manifestazione anche a Cagliari. Anche l’Isola risponde all’appello per una mobilitazione a favore dell’Europa unita, democratica e più vicina ai cittadini. Comunicato stampa Associazione Tonino Pascali – Sardegna Radicale.

Comunicato stampa del 12.03.2025 «La Sardegna si mobilita per l’Europa: il 15 marzo a Cagliari “Una piazza per l’Unione”»

Locandina evento Una Piazza Per L'Europa a Cagliari.
Locandina dell’evento

Sarà dunque piazza del Carmine, a Cagliari, ad accogliere l’appuntamento del 15 marzo a partire dalle 15:00 la mobilitazione nazionale “Una piazza per l’Unione”, una manifestazione a favore dell’Europa unita. In un contesto geopolitico segnato da tensioni internazionali, dalla crescente avanzata dei nazionalismi, anche la Sardegna risponde all’appello per una Europa unita, democratica e più vicina ai cittadini. I cittadini sardi scenderanno in piazza per ribadire l’importanza dell’Unione Europea come spazio di pace, libertà e cooperazione.

L’iniziativa, che si svolgerà contemporaneamente in diverse città italiane, vuole essere un momento di partecipazione attiva per riaffermare i valori europei e contrastare la frammentazione politica che rischia di indebolire il progetto comunitario. Nell’isola, le manifestazioni in programma saranno un’occasione per sottolineare il ruolo della Sardegna all’interno dell’Europa e il contributo che essa può offrire in termini di cultura, economia e innovazione.

L’unità europea sta vacillando, i cittadini devono credere nel progetto unitario atto a garantire la pace: è la sfida del nostro tempo ed è per questo che il 15 marzo si scenderà in piazza, per dimostrare che il sogno europeo non è solo un progetto istituzionale, ma una realtà che riguarda tutti.

Non sarà una semplice manifestazione, ma un evento dal forte valore simbolico: nessuno slogan divisivo, solo il blu dell’Europa come segno di appartenenza e impegno verso un’Unione più solida e inclusiva. L’obiettivo è quello di lanciare un messaggio chiaro: “Gli europei vogliono un’Europa unita nella diversità.”

Le manifestazioni si inseriscono in un percorso più ampio di sensibilizzazione sulla necessità di rafforzare il progetto europeo, rendendolo più democratico, equo e capace di rispondere alle sfide globali. Sarà un’occasione per coinvolgere giovani, associazioni, amministratori locali e cittadini comuni in un dibattito costruttivo sul futuro dell’Unione.

L’invito è rivolto a tutti coloro che credono nell’Europa come spazio di diritti, opportunità e progresso.

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Aggressione a Milano, 22enne accoltellato perché gay

Nuova aggressione nel centro di Milano. Un ragazzo di 22 anni è stato accoltellato nella tarda serata di venerdì 17 maggio in piazza Diaz. La violenza è esplosa fuori da un locale senza alcuna provocazione.

Stando a quanto poi raccontato ai carabinieri, il giovane sarebbe stato avvicinato da tre uomini e una donna tra i 18 e i 20 anni per la banale richiesta di una sigaretta. Improvvisamente il ragazzo sarebbe poi stato insultato in modo omofobo ed uno dei tre lo avrebbe colpito con quattro fendenti di coltello, dei quali due alla schiena, uno alla nuca e uno al braccio destro.

È stato lo stesso ragazzo in seguito a chiamare il 112. L’ambulanza e l’auto medica sono subito entrati piazza Diaz, però la ressa ha reso difficile il soccorso. I sanitari perciò hanno deciso di spostarsi nella vicina via Larga per avere più libertà di manovra. Raggiunto dai soccorsi, il 22enne è stato infine accompagnato al pronto soccorso del Policlinico in codice giallo.

Il branco ha poi fatto subito perdere le proprie tracce. Le indagini sono ora in corso, con i militari della Compagnia Duomo che stanno analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona per ricostruire la dinamica dei fatti e identificare i responsabili.

La gravità dell’aggressione

L’aggressione è avvenuta a cavallo della Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia. Proprio per quest’occasione, Sergio Mattarella aveva affermato «L’intolleranza per il diverso, l’indifferenza di fronte alle compressioni delle altrui libertà, costituiscono lacerazioni alla convivenza democratica. L’Italia non è immune da episodi di omotransfobia».

L’Italia, che non è firmataria della dichiarazione per la promozione delle politiche europee a favore delle comunità Lgbtiq+, è uno dei paesi più discriminatori dell’UE. Nel 2022 i gay sono la terza categoria più odiata in Italia. Tra le zone più intolleranti, il Veneto, la Calabria e la città di Bari.

L’Italia, nell’ottobre 2017 è entrata a far parte del Core Group LGBTI, un gruppo interregionale di Paesi e organizzazioni, per promuovere i temi della lotta alla discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale e della tutela dei diritti delle persone Lgbtiq+.

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Iran, precipita elicottero. Disperso il Presidente iraniano Raisi

Il Presidente iraniano è scomparso. È precipitato nel pomeriggio di domenica 19 maggio 2024 l’elicottero sul quale viaggiava il Presidente della Repubblica Islamica Ebrahim Raisi. Secondo la TV di stato iraniana citata da varie fonti, l’elicottero ha avuto un «incidente» e ha dovuto effettuare un «atterraggio duro». Ebrahim Raisi, di 63 anni, è alla guida dell’Iran dall’agosto 2021.

Lo schianto sarebbe avvenuto al confine con Azerbaigian. Nonostante le prime false speranze che dichiaravano la cosa come un «nulla di grave», i contatti con il velivolo presidenziale e la sua scorta si sono interrotti subito dopo l’incidente per non venire più ripristinati, rendendo la situazione da subito preoccupante. Gli ultimi attimi del presidente iraniano Raisi sono stati immortalati in un video divulgato pubblicamente.

La rispota dei soccorsi

Decine di mezzi di elisoccorso assieme a squadre di droni, cani ed ambulanze sono stati subito dispiegati, finora senza successo. I media iraniani parlano anche di un dispiego delle forze armate in supporto dei mezzi di ricerca e soccorso.

Al calare della notte Ebrahim Raisi risulta ancora disperso, così come il ministro degli Esteri Hossein Amir-Abdollahian che viaggiava con lui. Di conseguenza, ufficialmente il presidente iraniano risulta ancora scomparso.

Su richiesta di Teheran l’Unione europea ha attivato l’assistenza Copernicus, ovvero il servizio di mappatura satellitare di risposta rapida per aiutare i soccorsi complicati dalle condizioni meteo avverse.

In risposta a questa crisi Giorgia Meloni, lunedì 20 maggio, presiederà una riunione con il vicepremier e ministro degli esteri Antonio Tajani, il ministro della difesa Guido Crosetto, il ministro dell’interno Matteo Piantedosi, il sottosegretario alla presidenza Alfredo Mantovano ed i vertici dell’intelligence. Altri capi di stato hanno fatto sapere il loro intento di seguire la vicenda con attenzione.

L’Ayatollah Ali Khamenei ha dichiarato nel frattempo alla nazione iraniana «Speriamo che Dio riporti l’onorevole presidente e i suoi compagni tra le braccia della nazione. Tutti preghino per la salute di questo gruppo di servitori dello Stato»

Perchè il presidente iraniano si trovava in elicottero

Ebrahim Raisi era stato in Azerbaigian questa mattina per inaugurare una diga assieme al suo omologo azero Ilham Aliyev. Rimessosi in volo per tornare nella capitale, il mezzo sul quale viaggiava si è trovato colto da condizioni meteo proibitive.

Superato il confine i mezzi sarebbero infatti entrati in un’area con scarsa visibilità, a causa della quale si sarebbe verificato l’incidente. Gli elicotteri della scorta presidenziale, secondo i soccorritori, dovrebbero essere caduti vicino alla città di Jolfa, nello specifico in una zona montuosa non lontana dal confine con l’Azerbaigian.

(in copertina immagine di repertorio Wikimedia Commons)

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Attentato al premier slovacco Fico, «in bilico tra la vita e la morte»

Il primo ministro populista e filorusso slovacco Robert Fico, che ha avuto il suo mandato rinnovato ad ottobre 2023, nella giornata di mercoledì 15 maggio 2024 è stato raggiunto da tre colpi di pistola, su un totale di cinque, sparati da un 71enne. Attualmente si trova in coma farmacologico in gravi condizioni. La motivazione dichiarata dall’aggressore è stata «Ho sparato perché disapprovo le sue politiche».

L’aggressione si è consumata ad Handlova, piccola città slovacca a 200Km da Bratislava. Prima di sparare l’attentatore, nascosto fra la folla, avrebbe attirato l’attenzione dell’uomo gridando: “Robo, vieni qui!”. L’anziano aggressore, un pensionato identificato col nome di Juraj Cintula, ha sparato con una pistola legalmente posseduta. L’uomo sarebbe legato, secondo le ricerche del giornalista investigativo ungherese Szabolcs Panyi, al gruppo paramilitare filo-russo Slovenski Branci.

Tutti i capi di stato europei, che parlano di un «attacco alla democrazia», hanno dichiarato la loro vicinanza al premier slovacco Fico, attualmente ricoverato in gravi condizioni. Anche Joe Biden e Vladimir Putin si sono espressi riguardo all’evento.

Dopo l’agguato, Fico è stato trasportato d’urgenza in elicottero all’ospedale Roosevelt di Banska Bystrica. Un trasporto a Bratislava è stato infatti giudicato troppo rischioso vista la gravità delle sue condizioni. Dopo quattro ore di intervento è stato infine posto in coma farmacologico. Secondo quanto dichiarato dopo l’operazione, brillantemente riuscita, «tutto ora dipenderà dalle sue condizioni fisiche e dalla sua capacità di sopportare le ferite riportate».

Attentato al premier slovacco Fico. Le parole di Giorgia Meloni

In una nota rilasciata dall’ufficio stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri sono state pubblicate le dichiarazioni della premier italiana Giorgia Meloni:

«Ho appreso con profondo sconcerto la notizia del vile attentato al Primo Ministro slovacco Robert Fico» – inizia la Premier – «Tutti i miei pensieri sono per lui, la sua famiglia e l’amico popolo slovacco. Anche a nome del Governo italiano desidero esprimere la più ferma condanna di ogni forma di violenza e attacco ai principi cardine della democrazia e delle libertà.»

(in copertina immagine di repertorio Wikimedia Commons)

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“legge russa” in Georgia, l’ira popolare sfuria nelle piazze

MIgliaia di giovani sono scesi in piazza contro la nuova “legge russa” per proteggere il loro Paese dal rischio di tornare sotto l’orbita di Mosca e scongiurare l’abbandono del cammino verso l’UE.

Un provvedimento, quello della “legge russa”, voluto dal partito al governo Sogno Georgiano-Georgia Democratica (kartuli otsneba – demok’rat’iuli sakartvelo) ed inteso dalle opposizioni come una minaccia alla libertà dei media ed alle aspirazioni del Paese svincolarsi dall’influenza di Mosca. L’appellativo di “legge russa” deriva infatti dalla somiglianza del provvedimento con la legislazione in vigore in Russia, che ostacola sul nascere i media indipendenti e tutte le realtà politiche dissidenti nei confronti del Cremlino.

Con grande travaglio, martedì 14 maggio il parlamento della Georgia ha approvato in terza ed ultima lettura la contestata legge sugli agenti stranieri. La legge prevede che le ONG ed i media indipendenti che ricevono più del 20 per cento dei loro finanziamenti da donatori stranieri dovranno registrarsi come organizzazioni “portatrici di interessi di una potenza straniera”.

I cosidetti portatori di interessi di una potenza straniera sarebbero poi monitorati dal ministero della Giustizia e potrebbero essere costretti a condividere informazioni sensibili. I manifestanti, che protestano in piazza da mesi, temono che la legge venga utilizzata dal governo per reprimere il dissenso in un’ottica filorussa ed antidemocratica.

Nelle sempre più aspre proteste ci sarebbero anche decine di arresti tra i manifestanti. La polizia è intervenuta a Tbilisi per disperdere i dimostranti con l’impiego di gas lacrimogeni, cannoni ad acqua e proiettili di gomma. Poco dopo il voto di martedì, alcuni delle migliaia di manifestanti radunatasi davanti il Parlamento hanno sfondato le recinzioni di ferro installate sul perimetro esterno del palazzo e fatto ingresso nel cortile.

La “legge russa” anti-ONG. Perché queste sono così importanti

La corruzione endemica nel paese dal crollo dell’Unione Sovietica ha portato le ONG a diventare mediatori cruciali tra attori economici locali e donatori internazionali.

Dal 2003, sempre più professionisti delle ONG hanno ottenuto ruoli governativi di alto livello. Di conseguenza, allo stato attuale oltre 25mila ONG operano nel paese, con il 90% dei fondi provenienti dall’estero.

Se la “legge russa” fosse approvata, questi flussi potrebbero essere minacciati, destabilizzando settori chiave come istruzione, sanità, giustizia, agricoltura ed infrastrutture, poiché le organizzazioni georgiane non riuscirebbero a ricevere finanziamenti locali né supporto pubblico sufficiente.

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Seminario Ventotene 2023: Aperte le iscrizioni

VENTOTENE: Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento dello storico seminario formativo di Ventotene, organizzato dall’Istituto Altiero Spinelli e dalla Gioventù federalista europea. Il seminario, di notevole pregio storico e culturale, arriva oggi alla sua quarantaduesima edizione. L’edizione di quest’anno si terrà dal 3 all’8 settembre 2023.

Il seminario nazionale di Ventotene

Nato nel 1982 su proposta di Altiero Spinelli, che in quell’isola scrisse assieme ad Ernesto Rossi il “Manifesto di Ventotene”, il Seminario è diventato uno dei più importanti momenti di riflessione sul futuro dell’Europa e del mondo al quale hanno partecipato importanti personalità europee del panorama politico e culturale.

Alcune personalità che hanno partecipato al seminario

Il seminario è da anni un punto di riferimento per la formazione politica internazionale. Ecco alcune personalità pubbliche che hanno partecipato al seminario:

  • Romano Prodi – già Presidente della Commissione europea e Presidente del Consiglio
  • Mario Monti – già Commissario europeo alla
    concorrenza e Presidente del Consiglio
  • Carlo Bastasin – Editorialista de “Il Sole 24 Ore” e Senior Fellow Brookings Institution
  • Andrea Enria – Presidente European Banking Authority
  • Alfonso Iozzo – Presidente Cassa Depositi e Prestiti
  • Jo Leinen – Presidente Commissione Affari
    Costituzionali Parlamento Europeo
  • Tommaso Padoa Schioppa – Board BCE e Ministro dell’Economia
  • Gianni Pittella – Vice Presidente Parlamento
    Europeo
  • Rocco Buttiglione – Ministro Politiche Comunitarie
  • Pier Virgilio Dastoli – Direttore Rappresentanza in Italia della Commissione Europea
  • Barbara Spinelli – Editorialista de “La Stampa”
    e “La Repubblica”
  • Ignazio Visco – Governatore Banca d’Italia
  • Fabrizio Saccomanni – Ministro dell’Economia
  • Josep Borrell – Presidente Parlamento Europeo
  • Giorgio Napolitano – Presidente della repubblica italiana
  • Guy Verhofstadt – Primo ministro del Belgio

Il presidente Sergio Mattarella su Ventotene

In occasione della sua quarantesima edizione, nel 2021 ad aprire il seminario nazionale di Ventotene ci fu il presidente della repubblica italiana Sergio Mattarella. Il Presidente della Repubblica nell’occasione ha dichiarato:

Ogni grande cambiamento è preceduto da vigilie, da periodi di resistenza, da preparazione di tempi migliori. Ed è quello che avvenne qui a Ventotene […] Bisogna pensare al contesto in cui nasce il Manifesto che era questo, per rendersi conto di che cosa intendono dire a noi ancora – oltre che ai loro contemporanei – Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni con il Manifesto. Chiedendo a tutti quanti,
esortando tutti quanti, a vigilare in difesa della democrazia contro le derive che mettono in pericolo la libertà.

Sergio Mattarella a Ventotene, 2021

Seminario Ventotene 2023: Come iscriversi

Le iscrizioni si sono aperte il 29 maggio 2023 e si chiuderanno il 20 giugno 2023 per un numero massimo di 150 partecipanti.

Per iscriversi è necessario compiere il form online ed aspettare la selezione. Entro il 30 giugno l’Istituto Spinelli selezionerà i partecipanti e comunicherà successivamente agli interessati l’esito della selezione. Se la selezione andrà a buon fine, entro il 9 luglio i partecipanti al Seminario dovranno versare la relativa quota di iscrizione.


  • Compila il form online QUI

Eventuali rinunce daranno diritto al rimborso della quota di partecipazione già versata solamente se comunicate entro il 25 luglio.

(in copertina immagine di repertorio Nuova Isola)

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