Gio. Apr 3rd, 2025

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Nulle le cartelle di Equitalia inviate per posta

Nulle le notifiche delle cartelle esattoriali inviate da Equitalia via posta raccomandata.

Sono state giudicate nulle le notifiche delle cartelle esattoriali inviate da Equitalia via posta raccomandata e nulli anche gli effetti del mancato pagamento. I contribuenti non saranno, dunque, tenuti a pagare le notifiche ricevute via posta.

Questo è quanto stabilisce la nuova sentenza del giudice della Commissione Tributaria Provinciale di Milano. Pertano, per essere valida la notifica della cartella esattoriale, deve essere consegnata con l’ausilio dei soggetti individuati dalla legge, cioè gli Ufficiali della riscossione, gli Agenti della Polizia Municipale, i Messi Comunali e gli altri soggetti abilitati dal Concessionario nelle forme previste dalla legge. Senza considerare poi che si si prova ad arrotondare per difetto un versamento anche di pochi centesimi, il fisco, attraverso Equitalia, può richiedere decine di euro, arrivando addirittura al 5 mila per cento del dovuto.

Le cartelle di Equitalia e gli arrotondamenti per eccesso

Questo è accaduto, per esempio, a un imprenditore trentino titolare di imprese nel ramo delle costruzioni. Ha sbagliato per difetto il versamento per l’iscrizione alla camera di commercio, che viene pagata in base al fatturato dell’impresa. L’imprenditore ha sbagliato di 0,40 euro, ovvero quaranta centesimi e si è visto recapitare una cartella esattoriale da 21,97 euro, ovvero il 5 mila per cento del dovuto.

E’ l’ultimo caso questo che riguarda Equitalia, dopo anche le minacce da essa ricevuta. Si sono susseguiti, infatti, vari episodi violenti contro le sedi di Equitalia e nelle ultime settimane numerose sedi di Equitalia sono state prese di mira dagli anarchici con una serie di attentati. Il 9 e il 15 dicembre 2011, ad esempio, sono stati inviati due plichi esplosivi alle filiali di Roma. Il giorno di Santo Stefano è stata la volta della sede di Olbia. Nella notte di Capodanno infine è toccato alle agenzie di Modena e di Foggia.

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Ridi pagliaccio… ridi! Lo spettacolo deve continuare

Continuare… nonostante tutto.

Mamma, perché quel pagliaccio piange mentre cerca di far ridere noi?”

Questo chiesi a mia madre quando avevo cinque anni e mi aveva portato al Circo Zanfretta a Carbonia.

Piange perché deve aver ricevuto una cattiva notizia, ma l’ordine è ridi pagliaccio…ridi, lo spettacolo deve continuare nonostante tutto“

Quelle parole mi rimasero come scolpite nella mente, mi chiedevo come si potesse continuare lo spettacolo mentre il cuore chiedeva di poter piangere e scappare via.

Questo ricordo comunque fu ed è il credo che ho sempre seguito nella mia vita lavorativa e sportiva.

Nel 1985 dopo due anni di preparazione, portai una mia atleta ai campionati Italiani di Karate, avevamo passato i due anni di lavoro sacrificando tante domeniche per dedicarci alla preparazione individuale.

Avevo sperimentato che nonostante la corazza che mi ero creato, mi affezionavo ad ogni allievo. Il lavorare, sudare e sacrificare assieme creava e crea un flusso che ci univa e tuttora ci unisce.

Arrivammo a Roma e vinse in titolo Italiano dopo ben cinque combattimenti. Una volta tornati a casa però non venne più in palestra, la contattai e mi disse queste testuali parole

Il mio ragazzo non vuole che continui perché se mi rompono il naso non mi vuole più“.

Piangendo mi disse che non sarebbe più venuta in palestra.

Un pezzo della mia corazza si ruppe e sentii che anche un pezzo di cuore se ne andava, fu difficile per me credere ancora in qualcuno che mi chiedeva di essere preparato per le gare, ma lo feci, iniziai a preparare altri ragazzi e una ragazza di 20 anni e 50 kg di peso.

Lavorammo sodo per diversi anni, facendo esperienza gareggiando in tornei promozionali, fino a che non venne il momento dei campionati Italiani.

Il Palalido a Roma era gremito, atleti e spettatori creavano un’atmosfera elettrizzante.

L’adrenalina era alta, quando salì sul tatami la mia atleta vi furono molte risate e fischi. I 50 kg creavano ilarità, ma quando vinse il primo combattimento vi furono più applausi che fischi, quando infine vinse, dopo cinque combattimenti il titolo Italiano, un boato scosse il palazzetto, gli applausi e le urla di incredulità del pubblico furono la gratifica per la ragazza, nonostante tutte le umiliazioni era stata caparbia e il risultato l’aveva premiata!

Maestro, devo partire per lavoro a Limone sul Garda. Mi piange il cuore, devo abbandonare la palestra!

Un altro pezzo di corazza si ruppe e un altro pezzo di cuore assieme a lei.

Continuai comunque a credere nei miei atleti, ripromettendomi però di non affezionarmi più a nessuno. Sono passati tanti anni da quei giorni, forse centinaia di atleti sono transitati in palestra, iniziai la preparazione di un ragazzetto di nove anni il quale aveva espresso il desiderio di combattere.

Campionati regionali medaglia d’oro, campionati del mondo quarto posto su 40 combattenti, campionati interregionali medaglia d’oro, mi affezionai a quel ragazzino, perfezionammo tattiche di gara, strategie che si dimostrarono vincenti, le soddisfazioni iniziavano ad arrivare, mi dicevo

Vedi, dopotutto c’è qualcuno che non demorde, che vuol continuare, che vuole essere un campione, hai fatto bene a dare ancora fiducia”.

Circa un mese fa mentre ci si preparava per i prossimi mondiali, prima dell’allenamento questo ragazzino venne con la madre la quale mi disse:

Non vuole più continuare, con grosso dispiacere anche per noi, abbiamo cercato di fargli cambiare idea ma non c’è niente da fare

Avevo dimenticato cosa si provasse, ma in quel momento sentii una mano che mi stringeva il cuore, non riuscii a dire altro che “Pazienza, ti stai portando via un pezzo del mio cuore, ma sopravvivrò!“.

Andati via. Entrai nello spogliatoio, e senza accorgermene sentii una lacrima che mi scendeva lungo la guancia.

L’asciugai, udii i ragazzi che entravano in palestra per iniziare la lezione. Era ora, mi tornò in mente: “Ridi pagliaccio…ridi, lo spettacolo deve continuare“.

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Note

L’ambiente è in condizioni peggiori dell’economia: 16.928 specie a rischio

Con una dettagliata analisi della Lista rossa (Red List) delle specie minacciate, a ridosso del countdown 2010 fissato dai governi per ridurre la perdita della biodiversità, il rapporto ‘Wildlife in a changing world’ dell’Iucn parla chiaro: “l’obiettivo del 2010 non sarà raggiunto“.

La vita sulla Terra è in grave pericolo“, e “nonostante l’impegno dei leader del mondo a invertire la tendenza”, la crisi della natura è “peggiore della crisi economica“: è lo scenario descritto nel rapporto redatto dall’Unione mondiale per la conservazione della natura (International union for conservation of nature).

I segnali sono evidenti e sotto gli occhi di tutti: oceani e mari senza pesci, la perdita di oltre un quarto delle barriere coralline, niente insetti impollinatori, cambiamenti climatici che “mangiano” ecosistemi e il 25% dei mammiferi sulla strada dell’estinzione.

Obiettivo 2010 – Per il vicedirettore del programma specie dell’Iucn, Jean-Christophe Vie:

È il momento di riconoscere che la natura è la più grande società di lavoro sulla Terra, a vantaggio del 100% di tutta l’umanità. I governi dovrebbero sforzarsi nel risparmiare la natura come nell’economia

Fino al 2010, dice il direttore generale della Red list dell’Iucn, Craig Hilton Taylor, “la comunità mondiale deve usare saggiamente questa relazione“, mentre per il presidente dell’Iucn species survival commission, Simon Stuart.

Se non affrontiamo le cause di insostenibilità del nostro Pianeta, i nobili obiettivi dei governi per ridurre il tasso di estinzione non contano nulla

Sos natura – La relazione, pubblicata ogni quattro anni, analizza 44.838 specie della Red list

Lo studio mostra che 869 specie sono estinte e come si arrivi a 1.159 aggiungendo le 290 specie a rischio di estinzione contrassegnate come probabilmente estinte.

Nel complesso, almeno 16.928 specie sono minacciate di estinzione.

Considerando che è stato analizzato solo il 2,7% degli 1,8 milioni di specie descritte, è “un numero che fornisce una sottostima, ma offre un utile quadro di ciò che sta succedendo a tutte le forme di vita sulla Terra“.

Oceani senza pesci e cambiamenti climatici – I cambiamenti climatici, in parte, contribuiscono alla perdita di habitat ‘mangiando’ le caratteristiche principali dei diversi ecosistemi.

Con una quota significativa di specie che non sono attualmente minacciate di estinzione ma che sono sensibili ai cambiamenti climatici

Questo include il 30% di uccelli non minacciati, il 51% di coralli non minacciati e il 41% dei non-anfibi minacciati. Viene segnalato anche un rapido declino per i coralli.

Secondo la relazione in Europa, per esempio, il 38% di tutti i pesci sono minacciati e il 28% in Africa orientale.

Negli oceani, il quadro è altrettanto “desolante”: una vasta gamma di specie marine stanno vivendo “una potenziale irreversibile perdita” dovuta a pesca eccessiva, cambiamenti climatici, specie invasive, sviluppo costiero e inquinamento.

Almeno il 17% delle 1.045 specie di squali, il 12,4% di cernie e 6 tartarughe marine su 7 sono minacciate di estinzione.

Il 27% delle 845 specie di coralli sono a rischio, il 20% è minacciato da vicino e per il 17% deve esser valutato.

A rischio il 25% dei mammiferi – La relazione dell’Iucn mostra come quasi un terzo degli anfibi, più di uno su otto, siano uccelli e quasi un quarto dei mammiferi sono minacciati di estinzione.

La distruzione degli habitat, attraverso agricoltura, disboscamento e sviluppo, sono la principale causa.

Per i mammiferi, è insostenibile la caccia, che è la minaccia più grave dopo la perdita di habitat. Questo, sta avendo un grande impatto in Asia, dove la deforestazione ha un tasso molto rapido.

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Note

  • Foto di copertina File (Wikimedia Commons)
  • Articolo pubblicato nel 2009
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  • Fonte: NOTIZIE.TISCALI.IT

LEGAMBIENTE: Caldaie a gas? Pezzi da Museo

ROMA: Legambiente: «Stop alle installazioni di nuove caldaie alimentate a gas fossile entro il 2025». Presentata il 10 febbraio 2023 la nuova campagna denominata  “Caldaie a gas? Pezzi da Museo” a firma Legambiente, una delle più rinomate ONLUS ambientaliste d’Italia.

La campagna consisterà in una mostra itinerante che porterà in tutte le sue tappe la mostra Il “Museo delle caldaie” per raccontare con un pizzico di ironia la storia ed i problemi ambientali, sanitari e sociali delle caldaie a gas fossile.

Tale campagna è frutto di una collaborazione fra Legambiente e Kyoto Club ed è basata sui report dell’Agenzia Internazionale dell’Energia.

Cosa è la campagna  “Caldaie a gas? Pezzi da Museo”

Nomen omen (“un nome un destino” n.d.r) dicevano gli antichi romani. Lo scopo di questa nuova campagna di informazione parla chiaro: Decarbonizzare i sistemi di riscaldamento e raffrescamento responsabili quasi del 18% delle emissioni di CO2 in Italia abolendo l’installazione di caldaie a gas fossile, ritenute obsolete ed inquinanti.

Legambiente, in supporto con Kyoto Club, lancia così questa nuova sfida. Le due associazioni ambientaliste si augurano inoltre che i sussidi dedicati all’installazione di caldaie a gas inquinanti vengano dirottati verso l’incentivazione di tecnologie di riscaldamento moderne e più sostenibili.

Obiettivi della campagna

Questa campagna porte come punti cardine i seguenti obiettivi:

  • Combattere l’emergenza climatica;
  • Lottare contro la povertà energetica. 

Le tappe

La mostra sulle caldaie, partita da Bari il 14 febbraio 2023, toccherà oltre al punto di partenza ben altre 11 città italiane:

  • Avellino;
  • Ivrea;
  • Torino;
  • Roma;
  • Potenza;
  • Perugia;
  • Udine;
  • Padova;
  • Ancona;
  • Enna;
  • Napoli.

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Note