Gio. Apr 3rd, 2025

Gli autistici sono più vulnerabili agli abusi. Lo afferma in una pubblicazione la dott.ssa Michelle Garnett, del collettivo di psicologi australiano Attwood & Garnett Events con sede a Brisbane, nel Queensland.

Secondo i dati raccolti infatti le persone autistiche, indipendentemente dalla gravità della loro condizione, sono più esposte ad abusi fisici, verbali, emotivi e sessuali. Questo è dovuto sia a una difficoltà di questi nell’identificare manipolatori, sociopatici e malfattori in generale, sia al fatto che gli stessi malintenzionati perpetrano impunemente contro questi la loro condotta inappropriata, consci del fatto che difficilmente soggetti con questo tipo di neurodivergenza denunceranno gli abusi, a causa delle loro difficoltà comunicative.

La condizione dovuta alla neurodivergenza porta infatti le persone autistiche a non leggere correttamente le interazioni sociali, e di conseguenza l’identificazione della situazione di abuso potrebbe essere lenta e complicata. Principalmente il self-gaslighting (l’auto invalidazione della propria percezione dei fatti. Come dirsi da soli di aver frainteso le intenzioni dell’altro) e la tendenza al dare per scontato l’onestà altrui bloccano l’individuo a prendere provvedimenti. La paura del rifiuto e la bassa autostima porterebbero poi a sopportare le situazioni degradanti, data la convinzione interiorizzata di non poter trovare o meritarsi di meglio.

Quest’ultima convinzione nasce perché gli abusi partirebbero fin da subito. Diversi studi hanno infatti mostrato che circa il 90% dei partecipanti autistici era già stato vittima di bullismo e/o prese in giro crudeli già a scuola o addirittura all’asilo.

Autistici vulnerabili agli abusi? Come controbilanciare

La piena consapevolezza della propria condizione è necessaria per riconoscere la propria vulnerabilità nei confronti di potenziali predatori. Bisogna riconoscere ed evitare le situazioni pericolose, e lasciarsi guidare dal proprio intuito e dal proprio istinto. Sviluppare delle abilità di comunicazione assertiva e infine avere l’autostima e il potere di dire di no e di denunciare è importante per ridurre i danni nel caso ci si trovasse già in una situazione abusante.

Un altro tassello importante è quello di essere consapevoli, senza paranoia, che le situazioni abusive si possono configurare ovunque, anche dentro la famiglia, la cerchia di amici o in ambienti sanitari. Sviluppare quindi una rete sociale sana che permetta di avere una seconda lettura di determinate dinamiche è utile al fine di riconoscere fin da subito le situazioni di abuso.

La prevenzione è anche responsabilità della società. La comprensione dei modi in cui i membri della comunità autistica sono vulnerabili ai predatori deve essere incorporata nella formazione dei professionisti sanitari, legali ed educativi affinché tutto ciò influenzi il modo in cui intervistano, supportano, educano e sostengono le persone autistiche in queste circostanze.

(Traduzione completa della pubblicazione di Michelle Garnett di Francesco Gemignani)

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